martedì 22 dicembre 2009

YUSA, NUOVO FENOMENO CUBANO






Straordinario concerto ieri sera al Centro Cultural Pablo de La Torriente Brau, ospite Yusa che sta portando in giro il suo Haiku tour. Yusha è una delle voci emergenti del panorama musicale cubano che in poco tempo ha conquistato moltitudini di fans in tutto il Latinoamerica, ha ottenuto una nomination ai prestigiosi BBC World Music Awards ed ha ottenuto un immediato enorme successo negli Stati Uniti, in Giappone, Francia e Danimarca oltre a notevoli riscontri un po' ovunque nel resto del mondo. Yusa oltre che straordinaria vocalist, da molti è considerata la più bella voce di Cuba, è anche autrice delle sue canzoni e polistrumentista, sa esprimere un’incredibile energia musicale in costante evoluzione, la sua fusion, frutto di un fecondo incontro tra tradizione trovadoresca e modernità, spazia dal son, al rock, al jazz in un crescendo coinvolgente ed emozionante.



Coloro, e sono tanti, che credono che la musica cubana sia solo la ripetizione della pur bellissima tradizione dei nonni del Buenavista Social Club, della salsa, del son, del mambo, della rumba e del cha-cha-cha, farebbero bene a ricredersi. Se Yusa è un fenomeno ormai di dominio mondiale, l’eccitante modernità di idee della musica cubana del nuovo millennio è indiscutibile, chi ha avuto la fortuna di vedere il bellissimo film Habana Blues ne ha potuto avere un saggio. Ma la vivacità della musica cubana è ben altro, non c’è movimento musicale di qualche spessore che non trovi a Cuba una sua dimensione, con l’aggiunta dell’originalità che contraddistingue i musicisti cubani che mai si limitano a copiare ma sempre aggiungono la loro straordinaria spontaneità. Oltre alla sua esibizione accompagnata dalla sua band, Yusa ha regalato la gradita sorpresa di un invitato speciale, Robertico Carcacès, giovane leader del gruppo fusion Interactivo, altro interessante esperimento musicale che sta riscuotendo numerosi consensi.



Dopo aver assistito ad un concerto simile non si possono che fare alcune considerazioni inevitabili per chi, come il sottoscritto, proviene dal mondo cosiddetto “democratico”. A Cuba qualsiasi genere musicale viene sempre offerto con quel sorriso spontaneo che contraddice il popolo cubano e che quasi mai affiora nelle esibizioni degli artisti del mondo capitalista che non possono che esprimere la durezza e la tristezza di un sistema basato sull’ingiustizia, sulla repressione nascosta ma feroce, sullo sfruttamento disumano e sulla finzione che stronca qualsiasi spontaneità. Proprio la spontaneità è quella che fa la differenza qui a Cuba, un artista si esibisce per passione, per il piacere di esprimere la sua arte, di regalarla a chi ascolta senza secondi scopi, senza mossette stupide e look studiati a tavolino per costruire il personaggio da “vendere”. Qui si può assistere ad un concerto e tornarsene a casa con la sensazione di avere respirato aria di libertà e di umanesimo. In barba ai censori nostrani, pagati per scrivere peste e corna contro l’isola che resiste e tutte quelle realtà che si oppongono ai crimini dei loro padroni. Che tristezza pensare a Feltri, Belpietro, Sallusti, Emilio Fede e a quel lungo elenco di “grandi giornalisti” incapaci da sempre di sorridere spontaneamente “con quelle facce un po’ così, quell’espressione un po’ così” che somigliano a maschere grottesche sprezzanti e spaventose. Che duro prezzo si paga per avere un conto in banca…. Anche per questo GRAZIE YUSA per il bellissimo regalo di amore e di umanità.



Chi fosse interessato può acquistare “Breathe” l’ultimo lavoro discografico di Yusha sul sito della IBS Music a questo indirizzo http://www.ibs.it/disco/0826596009889/

giovedì 12 novembre 2009

Piero Gleijeses: Te Cuban Druenbeat



Il riconosciuto storico Piero Gleijeses ha appena pubblicato un piccolo ma importante libro dal titolo “The Cuban Druembeat”. Nel testo di 96 pagine Gleijeses afferma che tanto il sentimento come il comportamento della politica estera cubana, non ha precedenti e risulta molto singolare in questo mondo dominato dagli Stati Uniti.
Durante la Guerra Fredda soltanto le due superpotenze, alcuni paesi dell’Europa Occidentale e Cuba hanno fatto interventi militari extracontinentali. Nel suo libro Gleijeses documenta come l’intervento di Cuba in Africa, includendo 36 000 soldati cubani in Angola nel 1975-76 per contrastare l’invasione sudafricana, i 12 000 inviati in Etiopia nel 1978 per aiutare a sconfiggere l’invasione somala ed i 55 000 soldati cubani in Angola nel 1988, stupì il mondo. Perfino l’Unione Sovietica inviò molte meno truppe, lontano dalle sue frontiere più prossime, negli anni in cui lo fece Cuba.
Nel suo libro, pubblicato dalla prestigiosa casa editrice University of Chicago Press, Gleijeses argomenta che la visione di Fidel Castro fu sempre più lungimirante della Guerra Fredda. Per Castro la battaglia contro l’imperialismo, sua ragion d’essere, è molto più che una lotta contro il sistema di dominio degli Stati Uniti: è una guerra contro la disperazione e l’oppressione nel Terzo Mondo, una guerra che tutt’ora continua.
Piero Gleijeses è professore di politica estera statunitense presso la Scuola di Studi Internazionali Avanzati dell’Università Jhon Hopkins. E’ autore di numerosi libri sul tema dell’America Latina.

mercoledì 7 ottobre 2009

Cuba: 34 cosette che dovreste sapere


Un'interessante pubblicazione del Circolo Bolivariano "Josè carlos Mariategui" di Napoli

Cuba: 34 cosette che forse non sai e che dovresti sapere

"Vivimos en la mentira del silencio. Las peores mentiras son las que
niegan la existencia de lo que no se quiere que se conozca. Eso lo
hacen quienes tienen el monopolio de la palabra. Y el combatir ese
monopolio es central."

Emir Sader

A Cuba, il 1° gennaio, dal 1959, si commemora un anno in più della vittoriosa rivoluzione.

Per arrivare a quel giorno è trascorso più di un secolo di lotte e combattimenti che hanno forgiato la Costituzione di un paese Libero, Indipendente e Sovrano. Una rivoluzione concepita come il processo di costruzione sociale e nazionale del popolo, realizzata dagli uomini e dalle donne e per gli uomini e per le donne.

In questi 50 anni di Rivoluzione, Cuba ha dovuto sopportare qualsiasi genere di aggressioni (militari, terroriste, batteriologiche, mediatiche…) da parte dell’Impero, perché si è ribellata contro questi, conquistando la propria seconda indipendenza; perché è riuscita a mantenerla, nonostante l’enorme sacrificio della sua popolazione; e perché è un “cattivo esempio” per gli altri popoli neo colonizzati e dipendenti dall’Impero, che potrebbero optare per liberarsi di esso.

Contro Cuba esiste una campagna mediatica di disinformazione strategica attraverso tutti i grandi media di comunicazione di massa che sono al servizio dell’impero, e in questo modo a noi arrivano solo determinati avvenimenti che accadono nell’isola caraibica, precisamente quelli che, molte volte presentati in maniera decontestualizzata, possono farci pensare che quello che vive il popolo cubano è una dittatura criminale e

sanguinaria, che opprime i suoi abitanti e non difesa i diritti umani. Questa è la visione che oggi predomina nelle nostre società, poiché è quello che ci mostrano i cosiddetti media di comunicazione imperialisti.

Andiamo a vedere una serie di questioni che forse molti non conoscono e che mostrano una visione più realistica e completa di quello che è Cuba e la sua Rivoluzione.

Sapevi che:

1) il popolo cubano sopporta un blocco economico, commerciale e finanziario dal 1961 come misura di guerra per essersi liberato dall’imperialismo yankee che castiga ogni impresa che commercia con Cuba e che detto embargo non è legittimato dalle Nazioni Unite? Nell’ottobre di quest’anno 185 paesi dei 192 che compongono le Nazioni Unite hanno votato a favore della fine del suddetto blocco. I danni causati all’economia cubana a causa dell’embargo economico nordamericano sono stati stimati in più di 53 miliardi di euro, tra il 1961 ed 2008. Quindi chi è che pratica una politica genocida verso il popolo cubano, se non gli USA?

2) il popolo cubano celebra le elezioni ogni 5 anni negli ambiti municipali, provinciali e statale e che le stesse non sono su base partitica, nemmeno il Partito Comunista può partecipare, ma esiste una libera concorrenza tra i candidati alle elezioni, che sono proposti dalle assemblee popolari di ogni ambito, sullo stile della democrazia assembleare della Rivoluzione Francese dei primi anni? Si critica Cuba per non permettere il pluripartitismo politico – a Cuba ogni cubano è un partito! - ma oggi sappiamo che il pluripartitismo in un contesto capitalista dove tutto è merce non garantisce per il solo fatto di esistere che ci sia anche la democrazia, cioè, il governo del popolo per il popolo, ma solo una partitocrazia al servizio dei più ricchi, con un forte bipartitismo che si alterna al governo, secondo la tendenza ideologica (più liberale o più conservatrice) dei più ricchi;

3) che il popolo cubano ha approvato una costituzione democratica di carattere socialista nel 1976, con il voto favorevole del 97% dell’elettorato, che riconosce e garantisce i diritti fondamentali stabiliti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed è una delle più avanzate al mondo? Si critica Cuba per la sua ipotizzata mancanza di democrazia, ma come altri paesi, si è dotata di una Costituzione che regola il suo sistema politico-istituzione, sottoposto a referendum popolare, motivo per il quale non la si può qualificare di dittatoriale per il semplice fatto di essere socialista;

4) Cuba occupa il 50° posto per l’elevato sviluppo umano (su un totale di 177 paesi studiati), cioè quelle società che migliorano le condizioni di vita dei suoi cittadini attraverso l’incremento dei beni per coprire le proprie necessità basiche e della creazione di un contesto nel quale si rispettano i diritti umani, secondo il rapporto 2006 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo?

5) Cuba è l’unico paese al mondo che rispetta i criteri minimi per la sostenibilità ecologica secondo il rapporto del 2006 presentato a Pechino dall’Associazione svizzera ADENA - Fondo Mondiale per la Natura?

6) Cuba è, secondo l’UNICEF, l’unico paese dell’America Latina che ha sradicato la denutrizione infantile, anche durante il duro “periodo especial” degli anni ‘90, e vanta la più alta speranza di vita del cosiddetto terzo mondo (78 anni) associato al tasso di mortalità infantile più basso dell’America Latina e dei Caraibi (4,7 per ogni mille nati vivi), più basso persino degli USA?

7) Cuba, con le proprie scarse risorse, è uno dei paesi che ha il maggiore peso nella cooperazione con i paesi del cosiddetto Terzo Mondo sviluppando programmi come “Barrio Adentro” in Venezuela, che si è dotato in ogni quartiere di un centro di salute, e “Operación Milagro” che è servito negli ultimi 4 anni per ridare la vista ad un milione e mezzo di persone di più di 20 nazionalità, gratuita, con l’appoggio del Venezuela?

8) Cuba ha sradicato l’analfabetismo nel 1961, solo due anni dopo l’affermazione della Rivoluzione e che attualmente, attraverso il programma di alfabetizzazione per adulti "Yo sí puedo", ha consentito in appena due anni di liberare paesi come il Venezuela, il Nicaragua e la Bolivia dall’analfabetismo? O che dal 1961 a Cuba, attraverso il suo programma di borse di studio si sono addottorati più di 47.000 giovani provenienti da 126 paesi in più di 33 specialità universitarie e tecniche? O che dal 1961 Cuba ha cooperato con 154 paesi del mondo apportando 270mila cooperanti, e che nella attualità cooperano all’estero più di 41mila professionisti cubani in 97 paesi, di questi circa 31mila sono del settore sanitario? Cuba è il paese delmondo che apporta più medici per la campagna delle Nazioni Unite contro l’AIDS, con più di 3mila medici, sommando quelli messi a disposizione tra USA e UE non arrivano a mille, secondo la ONU sarebbe praticamente impossibile senza i medici cubani inviati per coprire l’emergenza terremoto in Pakistan del 2005 non si sarebbe potuta salvare la vita di 1.500 persone e curato altre centinaia di migliaia? Cuba mantiene più medici nel mondo che quelli che apporta la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Salute)?

9) Cuba ha condannato l’attentato terrorista del 11 settembre 2001 e invece cinque cubani, permangono nelle carceri degli USA dal 1997 per essersi infiltrati nelle organizzazioni terroriste di Miami e per aver allertato il governo degli USA circa i piani di più di 170 attentati contro l’isola, accusati di spionaggio, dopo un processo pilotato, condannandoli persino ad alte pene di prigione, tra queste, a 2 ergastoli alla stessa persona e torturandoli in un sotterraneo conosciuto come "El Hueco"?

10) il popolo cubano ha inviato centinaia di migliaia di volontari a combattere contro il colonialismo in diversi paesi del mondo, appoggiando tutti i movimenti di liberazione nazionale di questi paesi, principalmente in Africa, in Algeria, Congo ed Angola, ed in Latinomerica, come Bolivia e Nicaragua?

11) che nella battaglia di Cuito Cuanavale in Angola, 1987, grazie alle truppe cubane, si sconfisse l’esercito del Sudafrica, sostenuto dagli Usa e da Israele, e si conquistò l’indipendenza totale dell’Angola, Namibia e Zimbabwe, così come si dette un golpe mortale al regime razzista del Sudafrica, cosa che permise il suo sgretolamento pochi anni dopo e la conseguente liberazione di Nelson Mandela?

12) nel 1984 Cuba e gli USA firmano un accordo secondo il quale gli USA si impegnano a concedere 200mila visti all’anno per i cubano che desiderano viaggiare verso questo paese e che mai ha dato più di mille visti annuali, forzando in questo modo il processo di emigrazione clandestina facendo rischiare la vita in alto mare; emigrazione che è premiata dagli USA con la Ley de Adjuste che concede la nazionalità nordamericana a chi viaggia illegalmente, sempre che dichiari si essere vittima di persecuzione politica da parte del governo cubano?

13) gli USA vietano ai propri cittadini di viaggiare verso Cuba con pene che vanno fino ai dieci anni di prigione?

14) mentre a Cuba si mantengono aperti gli uffici nei vari media di comunicazione stranieri, sia europei, sia nordamericani (tra questi, la CNN) gli USA, invece, non autorizzano che i giornalisti cubani lavorino lì?

15) Cuba è stato il primo paese a sollecitare la soppressione del debito estero ai paesi del cosiddetto Terzo Mondo?

16) Cuba ha uno dei migliori sistemi sanitari ed educativi del mondo, di carattere pubblico, gratuito ed universale, riconosciuto dalle Nazioni Unite, del quale si beneficiano anche i cittadini nordamericani con scarse risorse economiche, che vanno a Cuba sia per essere trattati medicalmente, che per studiare, poiché non possono pagare negli USA i prezzi della sanità e della educazione, in mano delle imprese private?

17) Cuba è una potenza nelle biotecnologie e che molti dei suoi marchi farmacologici sono impiegati per curare numerose malattie nel mondo, a prezzi bassi, tra questi, il farmaco che cura la ulcera del ‘pié diabético’?

18) mentre Cuba è tacciata da parte dell’Impero di violare i diritti umani per aver condannato alla prigione 75 cubani che cospiravano con il governo degli USA per rovesciare il regime socialista dell’isola nell’anno 2003, invece, in 50 anni di Rivoluzione non si sono mai commessi sull’isola delitti che la stessa Amnesty International segnala invece che questi accadono in paesi come quelli dell’Unione Europea (lo Stato Spagnolo, per esempio) e negli USA; delitti come l’assassinio politico, la tortura, le sparizioni, il sequestro, il traffico di esseri umani ed una lunga sequela di delitti, tacendo sui carceri-limbo come quelli di Guantanamo, o i voli segreti degli aerei nordamericani che portano persone sequestrate autorizzati da differenti governi, tra questi, quello spagnolo, o le esecuzioni extragiudiziarie commesse con i GAL sempre in Spagna sotto il governo di Felipe González? Per il quinto anno consecutivo, Cuba forma parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, con l’appoggio principalmente dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo mentre gli USA ne sono rimasti fuori?

19) a Cuba gli anziani nei suoi centri di lavoro realizzano lavori di tipo sociale nei barrios e nelle comunità

vicinali, gli si assegna un ruolo attivo nella società e non esistono anziani che vivono soli?

20) a Cuba ogni anno tutta la popolazione riceve un programma di simulazione per gli uragani, chiamato “Meteoro”, cosa che ha reso possibile il numero bassissimo di vittime, meno di dieci in dieci anni, mentre in altri paesi della zona dei Caraibi, incluso gli USA, muoiono migliaia di persone, come nel caso dell’Uragano Katrina?

21) a Cuba esistono 65 scuole d’arte, si stampano 80 milioni di libri l’anno e si girano 5/6 film annualmente, e che esistono 11.000 installazioni sportive gratuite, essendo una potenza mondiale nello sport, con 24 medaglie a Pechino e 27 ad Atene?

22) Cuba è, insieme al Venezuela, la pioniera di un sistema di integrazione socioeconomica latinoamericana di carattere solidale, chiamato ALBA, al quale si sono aggiunti altri paesi come Nicaragua, Bolivia, Repubblica Dominicana, l'Honduras – motivo che ha poi portato al colpo di stato – ed andrà ad aggiungersi l’Ecuador, cosa che ha fermato l’accordo neoliberale promosso dagli USA che tanta miseria ha portato ai popoli latinoamericani?

23) Cuba è l’unico paese d’America che concede alle donne in gravidanza un anno di permesso per gravidanza a salario intero senza pericolo di perdere il proprio posto di lavoro? Alla fine di quest’anno se il bambino necessita cura particolari, al padre spetta la licenza di paternità se lo stabiliscono i due genitori e se il salario della donna è maggiore?

24) a Cuba tutti i cittadini hanno il diritto di essere accuditi senza alcun costo anche per problemi complessi: cuore, emodialisi, HIV, AIDS?

25) Cuba sovvenziona tutti i servizi basici di acqua, luce, gas, telefono, paniere di base, trasporto pubblico?

26) Cuba è l’unico paese che conta con un medico di famiglia che è a disposizione di chiunque in quattro isolati a qualsiasi ora e che vanta il record di salute di ogni abitante di quell’aera?

27) a Cuba si interviene chirurgicamente su malattie che sistemi sanitari come quello italiano, ad esempio, nemmeno prendono in considerazione, come la retinite pigmentosa? Centinaia di italiani sono stati operati a Cuba di questa malattia perché in Italia non viene considerata tra le malattie operabili;

28) le madri di bambini con problemi sono contrattate con un salario per dedicarsi alla loro cura?

29) nel personale scientifico del paese ci sono più donne che uomini?

30) anche tra i professionisti sono più numerose le donne che gli uomini?

31) anche nella quantità di personale tecnico sono più numerose le donne che gli uomini?

32) tutti questi benefici sono a pari condizioni per tutti gli abitanti senza distinzione di sesso, di età, religione, etnia, di orientamento politico ed attività sociale?

33) causa del blocco economico USA contro Cuba, è stato vietato all’isola caraibica di allacciarsi alla rete internet ad alta velocità e che per garantire la connessione il governo deve ricorrere a costosissimi satelliti? Che grazie alla collaborazione con il Venezuela si sta montando un cavo sottomarino che consentirà a Cuba finalmente una connessione più economica, veloce e diffusa?

34) la rivoluzione combatte il fenomeno del maschilismo e i pregiudizi contro l’omosessualità a tal punto che le operazioni per il cambiamento del sesso sono riconosciute ufficialmente e gratuite come tutti gli altri interventi sanitari?

20/8/2009

Circolo Bolivariano “José Carlos Mariategui” - Napoli

martedì 29 settembre 2009

CUBA - USA: Finale Coppa del Mondo di Baseball



Domenica a Nettuno si è gicata la finale della Coppa del Mondo di baseball tra Cuba e Stati Uniti, tra il pressochè totale silenzio dei media mentre la Rai l'ha mandata in onda registrata sul canale satellitare Rai Sport più. Si trattava, badate, della finale di coppa del mondo di uno degli sport più popolari al mondo e per di più giocata nel nostro paese....

Ma veniamo all'incontro. E' stata una partita bellissima come solo due grandi squadre possono fare, alla fine l'hano spuntata gli USA grazie a due honron (fuori campo) ad inizio partita ai quali i cubani hanno risposto con un gioco formidabile fino a raggiungere il pareggio, poi nel settimo hinning hanno dovuto sostituire il lanciatore Vera, autore di una strepitosa prestazione, con l'altrettanto mitico Lazo che però ha rimediato una delle più brutte esibizioni della sua lunga carriera permettendo agli yankee di distanziare i cubani che però hanno nuovamente sfoderato un gran gioco tenendo in souspance l'esito dell'incontro fino all'ultimo secondo di gioco.

Grande incontro tra due grandi squadre che si rispettano a vicenda. Magari fosse così anche nel resto dei rapporti tra le due nazioni. Proprio in questi giorni Obama ha gelato le speranze di coloro che si erano troppo facilmente illusi per la sue elezione, firmando senza spostare una virgola la legge sull'embargo a Cuba. Chi sognava che l'imperialismo con Obama presidente degli Stati Uniti volesse cambiare volto, è servito! I presidenti Usa contano come un cavolo a merenda, il potere rimane ben saldo nelle solite mani, quelle che grondano sangue e che troppi si ostinano ad osannare come campioni di democrazia....

lunedì 21 settembre 2009

CONCIERTO PAZ SIN FRONTERAS: 1.150.000 en Plaza de la Revoluciòn

Il grande concerto per la Pace senza Frontiere che ha avuto luogo all'Avana, voluto dal famosissimo cantante colombiano Juanes e che ha scatenato la reazione dei fascisti anticubani di Miami, ha avuto un successo straordinario. Ben 1.150.000 cubani si sono concentrati in Plaza de la Revoluciòn, sotto un sole cocente, per assistere all'esibizione di decine di artisti che da tutto il Latinoamerica, dalla Spagna e dall'Italia si sono dati appuntamento per gridare al mondo che la pace, la fraternità e l'amore sono gli unici strumenti capaci di dare all'umanità la speranza per il futuro. In questi tempi tanto bui e tanto tristi dove i potenti credono di continuare a dominare il mondo seminando odio e distruzione, lo spettaccolo mandato in onda la scorsa notte in tutto il mondo da Cubavision Internacional, ha domostrato che l'arte e la cultura possono essere strumenti micidiali per distruggere le manovre criminali dei potenti e dare vita ad un mondo basato su valori etici e morali che il popolo cubano ha saputo conquistare e difendere da solo contro tutti.
Lo spettacolo è stato aperto dalla portoricana Olga Tanon e chiuso dai mitici Los Van Van dopo oltre cinque ore di grande musica che hanno visto salire sul palco gli spagnoli Miguel Bosè, Luis Eduardo Aute e Victor Manuel, l'ecuatoriano Juan Fernando Velazco, l'altro portoricano Danny Rivera, il nostro Jovanotti, la venezuelana Cucù Diamante con il gruppo Yerbabuena, ed i cubani X Alfonso, Amaury Pérez, Orishas, Silvio Rodriguez, Carlos Varela e Los Van Van, oltre a Juanes che ha fortemente voluto questo evento malgrado le pressioni e le minacce di coloro che continuano stupidfamente ad illudersi che con la violenza e l'odio si possa distruggere la Rivoluzione cubana.
Ancora una volta il popolo cubano ha saputo cogliere l'occasione offerta da artisti che sanno mettere la loro sensibilità davanti agli innteressi economici ed al business, per dare una lezione al mondo.
Di seguito riporto quello che sui nostri media inginocchiati ai loro padroni difficilmente si riuscirà a trovare.

DIARIO GRANMA

EL FIASCO DE LOS MEDIOCRES

No sé qué van a decir ahora quienes trataron de sabotear el concierto de La Habana y sometieron a Juanes a brutales presiones para que desistiera de su noble convocatoria. Fue de tal magnitud el acontecimiento que ni los propios medios que dominan pudieron soslayar dar noticias y aún reproducir íntegramente o partes del megaconcierto. Rabiaron este domingo a más no poder, pero tuvieron que admitir un hecho objetivo: la música como mensaje de convivencia y cordialidad.

Los más recalcitrantes elementos que en Miami sueñan con destruir la identidad y la nación cubanas fueron los abanderados de una campaña de odio e incultura, que incluyó desde la destrucción de discos del cantautor colombiano, en acto que recordó a muchos la barbarie de las hordas nazis que quemaron libros y cuadros en pleno apogeo del fascismo, hasta amenazas de muerte en el más puro estilo de las bandas paramilitares que han asolado a América Latina.

En un intento desesperado por robarse el show intentaron armar una alternativa al concierto en La Habana, con algo que debía suceder en Miami a la misma hora. Un tal Javier Ceriani, a nombre de una fantasmagórica Exilio Productions, anunció que harían en el sur de la Florida un contraconcierto. La idea no pasó de ser una pompa de jabón. Ni con los millones de dólares que se movieron, ni los nombres que se manejaron, pudieron armar un engendro condenado de antemano al fracaso.

Sin embargo, casi a la misma hora, en Puerto Rico, Andy Montañez, en el Centro de Bellas Artes Ada Mage Zayas, de la comunidad de Juana Díaz, en el sudeste de la Isla del Encanto, lideró un concierto de solidaridad con Juanes, Cuba y la paz, al que contribuyeron Mapeyé, Roy Brown, Así Somos y otros músicos.

CUBADEBATE
Un pueblo culto, alegre y solidario respondió a la convocatoria

Ha sido una fiesta de la música, de la paz, del pueblo.

JUANES
Este es el sueño más hermoso de paz y de amor que he podido experimentar después de mis
hijos, d ice Juanes en el Concierto en La Habana
HUGO CHAVEZ
El amor y la paz entre los pueblos animan el megaconcierto Paz Sin Fronteras que se transmite hoy en vivo para todo el mundo desde la Plaza de la Revolución cubana con la presencia de más de una decena de artistas nacionales y foráneos.
Más de un millón de cubanos y cubanas asisten al espectáculo, organizado por iniciativa del cantautor colombiano Juanes y el Instituto Cubano de la Música

El presidente venezolano, Hugo Chávez, opinó hoy que es “maravilloso” que artistas internacionales de reconocida talla hayan participado en un concierto en La Habana promovido por el cantante colombiano Juanes. En el concierto, promovido bajo el lema “Paz sin Fronteras”, participan 14 artistas entre los que figuran la puertorriqueña Olga Tañón y el español Miguel Bosé.


Tras la exitosa presentación de Juanes en la Plaza de la Revolución, en La Habana


Cuba estremecida con el emblemático tema ´Ojala´ de Silvio Rodríguez (+ Video)el reconocido cantautor cubano, Silvio Rodríguez, tomó el escenario, donde en el transcurso del día han pasado figuras como Olga Tañón y Miguel Bosé, para encontrarse con el pueblo de Cuba.


En medio del histórico concierto Paz sin frontera, en la Plaza de la Revolución de la Habana, el cantante colombiano Juanes, declaró a la corresponsal de Telesur que la preparación de este acontecimiento cultural y el camino hacia La Habana lo había transformado.


Ha sido una fiesta de la música, de la paz, del pueblo. Juanes, Olga, Miguel, Silvio, Orishas, Danny, Jovanotti, todos han hecho felices a los cubanos




El esperado concierto “Paz sin fronteras” en la Plaza de la Revolución en La Habana consiguió superar hoy la barrera del millón de asistentes “Están diciendo desde fuera que estamos batiendo récords. En este momento hay ya 1.150.000 personas asistiendo a este concierto”, afirmó el cantante español Miguel Bosé, al salir al escenario junto a Juanes quien terminó diciendo “Es una maravilla, es una maravilla, es una maravilla!”.


X Alfonso recordó en la Plaza al mejor Michael Jakcson para cantarle a la Paz en Blanco y Negro. Cubadebate te ofrece el video de su actuación.


Danny Rivera llenó de amor el Concierto por la Paz (+ Video)
Danny Rivera volvió a Cuba para ser uno de los protagonistas del Concierto “Paz sin Fronteras”. Su voz potente y su cariño de siempre inundaron la Plaza de la Revolución. Su interpretación de “Yo quiero un pueblo” fue acompañada de cientos de miles de voces. Cubadebate les ofrece un video de su actuación



lunedì 14 settembre 2009

Cuba saluta il Comandante Juan Almeida Bosque



Nato all'Avana il 17 febbraio del 1927 è morto nella stessa citta alle 23.30 dell’11 settembre per problemi cardio-respiratori, il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque, membro del Burò Politico e Vicepresidente del Consiglio di Stato. Uomo molto amato dal popolo per la sua onestà intellettuale e coerenza rivoluzionaria, Juan Almeida Bosque nacque in una famiglia umile e numerosa da genitori che lo formarono agli alti valori patriottici ed apprese che la lotta è il solo cammino dei poveri per conquistare i propri diritti calpestati.
Lavorava come muratore e dopo il colpo di Stato del 1952 si unì a Fidel Castro nella lotta contro la tirannia. Fu uno dei partecipanti all’assalto alla caserma Moncada nel 1953, prigioniero al carcere dell'isola de Pinos poi esiliato in Messico, fu uno dei componenti dell'equipaggio del Granma che da lì partì per sbarcare a Cuba e dare inizio alla lotta armata che portò al trionfo della Revoluciòn. Da allora il Comandante Almeida è stato sempre in prima linea combattendo con coraggio, decisione e fedeltà agli ideali rivoluzionari. Fu ferito due volte nel combattimento a El Uvero e divenne Comandante del Terzo Fronte Guerrigliero e capo militare e dirigente rivoluzionario con numerose ed elevate responsabilità dopo il trionfo del Primo gennaio del 1959. Ha fatto parte del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito Cumunista di Cuba dalla sua fondazione nel 1965, responsabilità ratificata in tutti i suoi Congressi.
Venne eletto Deputato dell’Assemblea Nazionale e Vicepresidente del Consiglio di Stato, dalla prima legislatura del Parlamento cubano. La sua speciale sensibilità umana lo fece conoscere anche come scrittore e musicista, infatti compose più di 300 canzoni e scrisse una dozzina di libri, che costituiscono un prezioso apporto alla conoscenza della storia cubana.
Assunse il compito di presiedere l’Associazione dei Combattenti della Rivoluzione cubana e dedicò le sue ultime energie a garantire che l’Organizzazione fosse un solido ed efficace baluardo della Patria.
Il nome del Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque resterà per sempre nei cuori e nella mente dei cubani come esempio di fermezza solide convinzioni rivoluzionarie, di coraggio, patriottismo e di impegno al servizio del popolo.
Per i suoi molteplici ed importante meriti, aveva ricevuto molte decorazioni nazionali e internazionali, tra le quali il Titolo Onorifico di Eroe della Repubblica di Cuba e l’Ordine Maximo Gomez di Primo Grado il 27 febbraio del 1998, in occasione del 40º anniversario della sua nomina a Comandante nella Sierra Maestra.
Rispettando la sua volontà, i resti mortali di compagno Juan Almeida Bosque non sono stati esposti e bverranno inumati con onori militari nel Mausoleo del III Fronte Orientale Mario Muñoz Monroy, del quale fu fondatore e unico capo e dove riposano i resti degli eroici combattenti di questo agguerrito Fronte.
Ieri, domenica 13 settembre, tra le 8.00 di mattina e le 20.00, giornata di lutto ufficiale, il popolo cubano ha reso omaggio di riconoscimento e d’affetto alla sua memoria nel Memoriale José Martí della capitale, che fu la sua culla, e nel Salone delle Vetrate alla base del monumento ad Antonio Maceo, a Santiago di Cuba, città eroica che amò molto profondamente, dove lottò contro le forze della tirannia.
Con profonda commozione mi unisco al lutto del popolo cubano per la perdita di questo eroico lottatore per la giustizia, la libertà e l'independenza del popolo cubano e di tutti i popoli oppressi.
Hasta siempre Comandante Almeida!

mercoledì 26 agosto 2009

Raùl Castro: Non sono stato eletto Presidente per restaurare il capitalismo a Cuba


Raùl Castro: Non sono stato eletto Presidente per restaurare il capitalismo a Cuba ne per distruggere la Revoluciòn. Venni eletto per difendere, mantenere e continuare a perfezionare il socialismo, non per distruggerlo.
Dopo un periodo di sana disintossicazione dalla rete, e non solo, riprendo a scrivere su questo blog dedicato all’isola che tanto amorevolmente mi ospita e che orgogliosamente ho scelto come mia seconda patria.
Gli eventi di cui la popolazione ed i media cubani si sono interessati con maggior enfasi in quest’ultimo periodo sono essenzialmente: il colpo di stato in Honduras, l’ambiguità del nuovo governo statunitense, il problema del risparmio energetico e relative risorse, il discorso del Presidente Raùl Castro all’Assemblea del Poder Popular che ha fatto seguito a quello del 26 luglio in Holguin in occasione dell’anniversario dell’assalto al Cuartel Moncada (atto storico nella lotta di Cuba per la sua liberazione ed indipendenza), le Reflexiones di Fidel Castro del 6 e 10 agosto riguardo la nuova strategia messa in atto dall’Amministrazione USA per arrestare i cambiamenti in atto in America Latina, ed in fine le prestazioni degli atleti cubani che continuano a mietere successi in varie competizioni. Tra poco li vedremo in Italia, a Milano per i Mondiali di Boxe, ed a Nettuno per il Clasico Mundial di bèisbol, o pelota come viene chiamato il baseball a Cuba. Quest’ultimo avrà luogo in varie città europee tra le quali appunto Nettuno, il cui sindaco è stato recentemente a Cuba per incontrare i dirigenti dello sport più popolare dell’isola antilliana e che vede la città laziale come una delle migliori a livello europeo riguardo la pratica di questo sport poco conosciuto in Italia se si escludono l’Emilia Romagna ed, appunto, la città di Nettuno.
Tra tutti questi temi il più interessante per chi segue le vicende cubane, è sicuramente il discorso del Presidente Raùl Castro. Di questo intendo parlare in questo post, lasciando gli altri argomenti ad altre occasioni. Della questione honduregna e dell’atteggiamento della nuova Amministrazione statunitense ne parlo sull’altro blog, Notizie dall’Impero.
Il discorso del Presidente Raùl Castro ha toccato i temi più scottanti della politica nazionale ed internazionale. Dopo aver fatto una panoramica dei lavori dell’Assemblea, il Presidente cubano ha toccato il tema delle difficoltà che sta vivendo il paese in questo anno tanto difficile per tutto il pianeta. 10 mila milioni di dollari causati dai danni provocati dagli uragani dello scorso anno, la decrescita delle esportazioni dovuta alla crisi internazionale, la caduta di quasi il 50% del prezzo del nichel sul mercato internazionale che hanno causato la chiusura temporanea di alcune miniere, la diminuzione delle entrate turistiche malgrado i visitatori siano cresciuti del 2,9%, sono la causa principale per cui la prevista crescita economica del 6% è stata ridimensionata al 2,5% in aprile ed ora si prevede che si chiuderà l’anno attorno al 1,7%.
Raùl Castro è stato molto chiaro quando ha detto che “Nessuno, ne un individuo ne un paese, può consumare all’infinito più di quanto produce. Due più due da sempre quattro e mai cinque, anzi aggiungo che nelle condizioni del nostro socialismo imperfetto, a causa di deficienze proprie, spesso due più due da come risultato tre”. Eliminare spese e burocrazie inutili, elevare l’efficienza e rinforzare le istituzioni statali sotto il controllo del Ministero dell’Economia e Pianificazione sono la ricetta per superare le difficoltà. “Malgrado le difficoltà della nostra economia si percepiscono comunque modesti progressi” ha aggiunto menzionando l’incremento della produzione agricola, industriale, del trasporto e dei servizi sociali alla popolazione, in particolare la salute pubblica, l’educazione e le attività culturali ed artistiche.
Il Presidente cubano ha poi esortato la popolazione ad incrementare gli sforzi per il risparmio energetico ed ha precisato che le spese nella sfera sociale devono essere in assonanza con le possibilità reali. “La soluzione delle molte necessità dipenderà dal fatto se lavoreremo di più e meglio”, ha precisato. La rivitalizzazione di terre oziose ha dato risultati eccellenti per cui questo processo dovrà essere incrementato. L’aumento di laureati è sicuramente un fatto positivo ma, si chiede il Presidente, chi lavorerà la terra? chi nelle fabbriche e nelle officine? chi in definitiva creerà la ricchezza materiale necessaria? “A volte si ha la sensazione che ci stiamo mangiando il socialismo prima di costruirlo e aspiriamo a consumare come se fossimo nel comunismo”. Già in precedenza Raùl aveva chiarito che socialismo non significa dare secondo le proprie possibilità e ricevere secondo i propri bisogni ma dare quanto possibile e ricevere in base a quanto si è prodotto, fatti salvi i bisogni fondamentali che comunque non si possono garantire all’infinito anche a quelli che non lavorano. In nessun paese è possibile vivere senza lavorare e Cuba non può continuare ad essere un’eccezione.
In seguito ha toccato il tema del crescente prestigio che Cuba sta incontrando. Dal forte impulso dato durante i tre anni di presidenza dei Paesi non Allineati, alla Cumbre de las Americas dove sono caduti gli ultimi steccati eretti dall’impero per isolare la Revoluciòn, per arrivare al riconosciuto e determinante impegno cubano per dare forza a tutti i meccanismi di integrazione tra i paesi del Sudamerica e del Caribe. I successi dell’ALBA, la forte relazione economica e politica con Venezuela, Bolivia, Ecuador, Argentina, Brasile e pressoché tutte le nazioni del continente, hanno contribuito a creare un nuovo clima di alleanze in un continente dominato da oltre cinque secoli. Infine la rapida e ferma presa di posizione contro il colpo di stato in Honduras ed il sostegno incondizionato al suo legittimo Presidente, Manuel Zelaya. E visto che anche gli ultimi due paesi centroamericani che continuavano a negare relazioni diplomatiche con Cuba hanno deciso in questi ultimi mesi di ristabilire le relazioni, “Il paese isolato in questa regione non sembra Cuba”.
Nella relazione del Presidente cubano non poteva mancare il tema dei rapporti con il nuovo Governo statunitense. Proprio in questi giorni Hillary Clinton ha ribadito la disponibilità della nuova Amministrazione guidata da Obama, a riaprire il dialogo tra le due nazioni “però siamo molto chiari nel fatto che vogliamo vedere cambi fondamentali nel regime cubano” ha detto con convinzione la Segretaria di Stato. La risposta di Raùl è stata ancora più eloquente: “Mi vedo obbligato, con tutto il rispetto, a rispondere alla signora Clinton ed insieme a coloro che nell’Unione Europea ci chiedono atti unilaterali nella direzione di smontare il nostro regime politico e sociale. Io non sono stato eletto Presidente per restaurare il capitalismo a Cuba ne per distruggere la Revoluciòn. Sono stato eletto per difendere, mantenere e continuare a perfezionare il socialismo, non per distruggerlo. E’ qualcosa che deve essere molto chiaro….. Approfitto dell’occasione per riaffermare la disponibilità di Cuba per sostenere con gli Stati Uniti un dialogo rispettoso tra uguali. Senza ombre per la nostra indipendenza, sovranità ed autodeterminazione. Siamo pronti a parlare di tutto, ripeto, di tutto, però da qui, da Cuba, e da là, negli Stati Uniti, non a negoziare il nostro sistema politico e sociale. Non chiediamo agli Stati Uniti che lo facciano. Dobbiamo rispettare mutualmente le nostre differenze. Non le riconosciamo al governo di questo paese ne ad altri stati od unioni, giurisdizione sulla nostra sovranità. A Cuba dal Triunfo de la Revoluciòn non c’è stata un’esecuzione extragiudiziale, ne un desaparecidos, ne torture. Rettifico, a Cuba sì ci sono state torture, però nella Base Navale di Guantanamo, imposta alla nostra Patria da oltre cento anni, dall’infame Enmienda Platt….”. (Credo non servano commenti, mi sembra di una chiarezza lapalissiana chi è che si erige a difensore della democrazia a parole mentre in pratica si assume il ruolo di chi intende imporre al mondo i propri voleri. Anche se la propaganda capitalista sembra essere in grado di ribaltare la realtà, basterebbe un minimo di obiettività e di onestà intellettuale per saper guardare in faccia la realtà).
Raùl Castro ha poi affermato che le tanto sbandierate aperture, seppur minime, adottate dalla nuova Amministrazione guidata da Obama, quali la deroga alle restrizioni per i viaggi dei cubani residenti in quel paese ed alle rimesse ai loro famigliari, come il permesso di alcune operazioni in materia di telecomunicazioni, alla data odierna non sono state attuate. “E’ importante che questo si sappia, perché esiste abbastanza confusione e manipolazione sulla stampa estera”. Ha poi sottolineato che è certamente diminuita l’aggressività e la retorica anticubana rispetto all’Amministrazione Bush e che le relazioni intraprese il 14 luglio tra i due governi riguardo ai temi sull’immigrazione si sono sviluppate in maniera positiva.
In seguito il Presidente cubano ha affrontato il tema della successione dei poteri al venir meno, per “cause biologiche”, della generazione che portò alla vittoria della Revoluciòn. Ha assicurato che coloro che pensano alla distruzione del socialismo cubano farebbero bene a non farsi troppe illusioni perché le nuove generazioni non verranno mai meno agli ideali rivoluzionari.
Infine Raùl ha confermato la sospensione del VI congresso del Partito, programmato per la fine di quest’anno. I temi da affrontare sono molti e di importanza strategica per il futuro, sono necessarie profonde riflessioni che permettano di fare scelte oculate. Per questo è necessario consultare il maggior numero possibile di persone, aprire dibatti ed analizzare con il popolo i problemi e trovare soluzioni praticabili. Questo richiederà un tempo maggiore per realizzare il Congresso che sarà effettuato quando questo processo sarà terminato. Un Congresso durante il quale si discuta con i militanti del Partito e con tutto il popolo di tutti i problemi. “Se vogliamo un Congresso vero, in situazioni come l’attuale, trovando soluzioni ai problemi e guardando al futuro, deve essere così. Deve essere il popolo, con il suo Partito all’avanguardia, quello che decide”. Il Presidente ha poi ricordato che in 50 anni di Revoluciòn in materia di consultazioni popolari si è raggiunta un’esperienza eccezionale, le cifre delle ultime consultazioni parlano chiaro. La più recente, quella seguita al suo discorso del 26 luglio del 2007, ha visto la partecipazione di oltre 5 milioni di persone con 3.255.000 interventi dei quali quasi la metà furono critici al riguardo. I risultati di questa attività hanno permesso, in tempi tanto difficili, di trovare le soluzioni più adeguate alle reali possibilità del Paese. “Dallo stesso primo di gennaio del 1959, è stata la linea invariata quella di analizzare con il popolo qualsiasi problema importante, per difficile che sia. Se siamo sopravvissuti durante mezzo secolo a tutte le difficoltà ed aggressioni è perché la Revoluciòn è opera della stragrande maggioranza del popolo cubano”.
Come si vede si lavora alla grande qui a Cuba, si lavora per combattere i mali che assillano il pianeta, in particolare i paesi del Terzo Mondo, e per costruire un futuro migliore. Per i cubani e per tutta l’umanità. Mai come di questi tempi servono esempi da seguire, continuare a fare orecchi da mercante potrebbe costare caro. Chi crede di continuare politiche di dominio planetario o chi pensa di permettersi ridicole divagazioni berlusconiane farebbe bene a ricredersi, i tempi sono già scaduti.

mercoledì 3 giugno 2009

Salim Lamrani: le bugie di RSF


Ancora una volta Reportes Sans Frontières ha svolto il suo lavoro ben remunerato, quello di mettere in cattiva luce chiunque venga considerato "nemico" degli USA. Come sempre il nemico più "pericoloso", quindi da aggredire con più determinazione, è Cuba, paese da cinquant'anni vera spina nel fianco dell'imperialismo Usa.

A questo nuovo criminoso, dal puinto di vista giornalistico, attacco anticubano dell'organizzazione al servizio dell'imperialismo e delle sue insostenibili ragioni e prepotenze, risponde Salim Lamrani, docente presso l’Università Paris-Descartes e Università Paris-Est Marne-la-Vallée e giornalista francese, specialista in relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Autore di "Cuba di fronte all’Impero: la propaganda, la guerra economica e il terrorismo di Stato", l’ultimo libro pubblicato in francese: "Double Morale. Cuba, l’Union européenne et les droits de l’homme".

Ecco l'articolo di Lamrani che in maniera chiara ed inconfutabile smonta punto per punto le tesi propagandistiche di coloro che viorrebbero erigersi a tutori della libera informazione.

Il 20 maggio 2009, Reporters sans frontières ha rilasciato una dichiarazione su Cuba, in cui si afferma che "chiunque può navigare in Internet ... a meno che non sia cubano." Per sostenere il suo punto, RSF presenta un video, girato con una telecamera nascosta, in cui a un cubano è vietato l’accesso a Internet in un hotel . L’organizzazione aggiunge che un "utente rischia fino a 20 anni di carcere se si pubblica un articolo ’contro-rivoluzionario’ (articolo 91) sui siti Internet e cinque anni se effettua illegalmente la connessione a Internet."
Infine, RSF ha affermato che "Cuba è la seconda prigione al mondo per i giornalisti, dopo la Cina", sottolineando che "24 professionisti dei media", sono "in carcere sotto il falso pretesto di essere ’mercenari al soldo degli Stati Uniti’".
E’ facile mettere RSF davanti alle sue contraddizioni. Infatti, mentre l’organizzazione di Parigi dice che nessun cubano non può collegarsi a Internet, mette il link ... "testo della blogger Yoani Sanchez”, che vive a Cuba e che si pronuncia apertamente contro il governo de L’Avana tramite Internet. Come fa Sanchez ha esprimersi se non ha accesso a Internet? Il suo ultimo discorso è del 27 maggio 2009. Ha inoltre scritto il 25 maggio, 23 maggio, 22 maggio, 19 maggio, 18 maggio, 16 maggio, 15 maggio, 13 maggio, 10 maggio, 9 maggio, il 7 maggio 6 maggio, 4 maggio, 2 maggio, 29/28/27/26/25 aprile, 23 aprile e il 21 aprile 2009. Così, nei mesi che precedono la pubblicazione della dichiarazione di RSF su Internet a Cuba, Yoani Sanchez è stata in grado di connettersi a Internet, da Cuba, almeno 18 volte.
RSF non ha esitato a contraddire una pubblicazione con un’altra. Così, in una relazione del marzo 2008 sui giornalisti indipendenti a Cuba, l’entità di Parigi, sottolinea che "il blog di Yoani Sánchez è parte di un più ampio portale, Consenso/Desdecuba.com”, sostenuto da cinque blogger e con la consulenza di una Redazione di sei persone. Il suo scopo è principalmente di commentare l’attualità politica del paese. Il sito pretendere di aver superato i 1,5 milioni di clic nel febbraio, dopo un anno di esistenza, di cui 800000 sono nel blog Generación Y. Più impressionante, il 26% dei visitatori sono domiciliati a Cuba, al terzo posto dopo Stati Uniti e Spagna. Una semplice domanda: Com’è che "il 26% dei suoi lettori sono cubani" possono vedere il blog di Sanchez su Internet, se è vietato?
RSF ha utilizzato un caso isolato di un hotel cubano, con il trucco della telecamera nascosta, per generalizzare il divieto di Internet all’intera isola e stigmatizzare le autorità cubane. Ironia della storia, nella sua dichiarazione del 23 maggio 2009, Yoani Sánchez dice che "ha condotto un sondaggio con una dozzina di blogger in oltre quaranta alberghi in città. Con l’eccezione dell’Occidental Miramar, tutti affermano di non essere a conoscenza del regolamento che ai cubani è vietato l’accesso a Internet". La blogger preferita dei media occidentali ha così palesemente in contraddetto le asserzioni di RSF.
RSF afferma poi che chiunque pubblichi un articolo critico nei confronti del governo cubano è punito con la reclusione di 20 anni e cita a sostegno il suo articolo 91, senza fornire ulteriori dettagli. Che cosa dice l’articolo 91 del Codice Penale cubano? Eccolo nella sua interezza: "colui che, a nome di uno Stato estero, svolge un atto al fine di compromettere l’indipendenza dello Stato cubano o la sua integrità territoriale, è tenuto alla pena della privazione della libertà da dieci a venti anni o la pena di morte". Come è facilmente verificabile, RSF non esita a mentire sfacciatamente. L’articolo in questione non vieta per nulla la pubblicazione di analisi eterodosse su Internet. Non limita la libertà di espressione. Punisce gli atti di tradimento della patria.
Con ciò, ricorrendo all’articolo 411-2 del codice penale francese ("Il fatto di offrire a una potenza straniera, o a un’organizzazione estera o sotto controllo estero, o ai loro agenti o soldati appartenenti alle forze armate francesi, in tutto o in parte il territorio del paese, è punibile con la detenzione per la vita e 750000 euro d’ammenda") o alla sezione 411-4 ("Il fatto di avere intelligenza con una potenza straniera, o con una organizzazione straniera o sotto controllo estero o con i loro agenti, per generare ostilità od atti di aggressione contro la Francia, è punito con trenta anni di detenzione e l’ammenda di euro 450000. E’ soggetto alle stesse sanzioni per la fornitura a una potenza straniera, impresa estera od organizzazione di proprietà estera o dei loro agenti dei mezzi per avviare le ostilità o compiere atti di aggressione contro la Francia"), si può accusare il governo di Nicolas Sarkozy di repressione contro gli Internauti.
Inoltre, basta visitare il blog di Yoani Sánchez, estremamente critico nei confronti della autorità cubane o leggere gli scritti degli avversari per rendersi conto della mancanza di merito della denuncia da parte dell’organizzazione do Parigi.
RSF attesta inoltre che tutti i cubani sono passibili di "cinque anni se si collegano ad Internet illegalmente”. Qui, l’ente francese si limita a rilasciare una dichiarazione perentoria, senza nemmeno prendersi la briga di citare una legge che, ovviamente, non esiste. Ancora una volta, RSF spara contro la verità.
Infine, RSF ripete la stessa manfrina, assicurando che “24 lavoratori dei media" sono “in carcere sotto il falso pretesto di essere ’mercenari al soldo degli Stati Uniti’”. L’organizzazione non è in grado di mostrare coerenza e rigore nei propri documenti. Infatti, nella versione spagnola di questo articolo, non parla di più di "19 detenuti". Ma i numeri non importano, la beffa è ancora una volta raddoppia. Da un lato, sui "24 professionisti dei media" citati dall’organizzazione, uno è un vero giornalista: Oscar Elias Biscet. Gli altri non avevano mai fatto questo lavoro prima di entrare nel mondo del dissenso.
D’altro canto, questi individui non sono stati condannati per aver emesso una sovversiva produzione intellettuale, ma per aver accettato soldi offerti da Washington, così passando dallo status di oppositore ad agente stipendiato da una potenza straniera, commettendo allo stesso tempo, un reato grave punibile non solo da parte della legislazione cubana, ma dal codice penale di ogni paese nel mondo. Le prove a questo riguardo sono molteplici: gli Stati Uniti riconoscono di finanziare l’opposizione interna a Cuba, e i loro documenti ufficiali l’hanno dimostrato, i dissidenti confessano di ricevere sostegno finanziario da Washington e anche Amnesty International afferma che i detenuti sono stati condannato "per aver ricevuto fondi o attrezzature dal governo degli Stati Uniti per attività percepite da parte delle autorità come sovversive o dannose per Cuba”.
RSF non è una organizzazione degna di credito perché la sua agenda è soprattutto politica e ideologica. Come si è osservato, è facile mettere l’organizzazione di Parigi di fronte alle sue contraddizioni e rivelarne le sue manipolazioni. D’altronde, RSF non può avere legittimità, perché riconosce di essere finanziata dal National Endowment for Democracy (NED) che non è altro che lo schermo ufficiale della CIA, come il New York Times del marzo 1997 ha osservato, la NED "è stata creata 15 anni fa per svolgere pubblicamente ciò che la Central Intelligence Agency (CIA), ha fatto per decenni di nascosto".
Salim Lamrani
Traduzione di Alessandro Lattanzio (Eurasia)

martedì 19 maggio 2009

Le parole piangono: e' morto Mario Benedetti


Oggi piango con profondo dolore la morte di Mario Benedetti, poeta e rivoluzionario convinto. A Cuba la notizia è stata commentata da tutti gli organi di stampa e da tutte le associazioni politiche e culturali. Cuba, paese che amava e che lo amava, è in lutto per la scomparsa di questa straordinaria figura di uomo e di artista tanto legato alla Revoluciòn e tanto amato dall'intero popolo cubano. Riporto un articolo apparso su Granma Internacional, appena tradotto nella versione in italiano. Su Wikypedia è riportata la sua biografia, consiglio a tutti di leggerla per capire la grandezza dell'uomo che ci ha appena lasciato.
Ciao Poeta!

Piangono le lettere: è morto Mario Benedetti
di Sonia Sànchez

La nostalgia per la perdita di una così grande figura non basta per abbracciare oggi tutta la passione contenuta nella sua opera in Cuba, nell’America Latina ed anche in molti altri paesi.
Per coloro che seguivano da vicino la sua opera in quest’Isola dei Caraibi a cui ha donato il più grande affetto, Mario Benedetti – morto domenica 17 nella sua casa in Uruguay a 88 anni, per via di una malattia all’intestino - va ben oltre la profondità del più infinito ricordo.
Grandissimo poeta, narratore, critico letterario, giornalista e cronista da Montevideo, un lavoro che svolse giovanissimo, Benedetti ha unito alla sua opera letteraria l’opposizione tenace alla dittatura militare (1973-1985).
Nel suo paese, e per questo dovette stare in esilio per dodici anni nei quali visse in Spagna, Argentina, Perù e Cuba, che lo ricevette come uno dei suoi figli migliori e dove dedicò parte importante del suo tempo alla Casa de las Américas.
“Cuba è sempre stata una parola molto importante per me, anche prima di viaggiare in questo paese. La Rivoluzione cubana per molti in Uruguay è stata un allarme che ci ha scosso, perchè abbiamo visto la possibilità d’affrontare in qualche modo questa pressione che è politica, economica, militare unilaterale... degli Stati Uniti”, dichiarò.
Autore di più di 80 libri di poesia, romanzi, racconti, saggi e teatro, oltre alle sceneggiature cinematografiche e le cronache umoristiche, lo scrittore uruguaiano ha meritato Premi come il Regina Sofia di poesia ispanoamericana; il Méndez Pelayo, il latinoamericano José Martì, il Premio ALBA nella sua prima edizione...
Benedetti (Paso de los Toros, Dipartimento di Tacuarembó, in Uruguay, 14 settembre del 1920) ha denunciato con veemenza le minacce del presidente nordamericano George W. Bush contro Cuba ed il brutale blocco degli Stati Uniti, imposto per quasi cinque decenni al popolo cubano.
Nel 2005 alzò la voce per reclamate da Washington l’estradizione del terrorista Luis Posada Carriles.
“È ovvio che non si tratta di un esiliato comune, ma di una assassino e se il governo degli Stati Uniti decide di dargli asilo, si trasforma automaticamente in un alleato di questo crimine”, dichiarò e allo stesso modo ha reclamato la libertà per i Cinque Eroi.
Uno dei più proliferi integranti della detta Generazione del ’45, seppe catturare con il calore dei suoi testi vigorosi, penetranti e sensibili che lo hanno reso grande tra le figure della letteratura ispanoamericana.
Tra i suoi racconti di grande successo ricordiamo: La muerte y otras sorpresas (1968); Recuerdos olvidados (1988); Buzón del tiempo (1999); El porvenir de mi pasado (2003) e i drammi: Reportaje (1958) e El viaje de salida (2008).
Tra i romanzi da non dimenticare: La tregua (1960); Gracias por el fuego (1965); Las soledades de Babel (1991).
I saggi: Marcel Proust e altri saggi, (1951), Letras del continente mestizo (1967); Subdesarrollo y letras de osadía (1987); Perplejidades de fin de siglo (1993).
Molti tra noi hanno tenuto sotto il cuscino in più d’una occasione le sue poesie ribelli, solidali e piene d’amore : Te quiero (1956); Ex presos (1980); Viento del exilio (1981),; El olvido está lleno de memoria (1995); El mundo que respiro (2001); Existir todavía (2003)…
Un virtuoso delle lettere è morto.
Viva il Poeta!

lunedì 27 aprile 2009

Bellita alla Casa de la Cultura del Vedado


Se amate la musica e vi trovate all’Avana un terzo sabato del mese non mancate di recarvi alla Casa de la Cultura del Vedado. Alle 7 di sera si esibiscono Lilla Exposito, in arte Bellita, e Jazztumbatà, la sua band. Bellita è una delle donne più affermate del jazz cubano, la sua musica può essere definita jazz-fusion e mischia elementi in stile moderno e tradizionale della musica cubana con profonde inflessioni e sensualità afrocaribeña fino a spaziare nei ritmi brasiliani come la bossa nova. Bellita canta e suona il piano con una forza che esprime tutta la sua cubania.

Jazztumbatà, il gruppo che l’accompagna, è formato da Emir Santa Cruz al saxofono, clarinetto e voce,
Eduardo Hernandez alle percussioni,
Glenda López, figla di Bellita che suona flauto, claves e canta,
José Alberto Varona alla tromba
e Miguel “Octopus” Miranda, il più eclettico del gruppo e suo compagno di vita. Miranda, bassista e percussionista, riesce a suonare fino a quattro strumenti contemporaneamente entusiasmando ad ogni esibizione il pubblico presente.
Dulcis in fundo, due ore di musica stupenda non costano un centesimo. Uno dei tanti regali della cultura cubana al suo popolo ed a tutti coloro che sanno apprezzare.

domenica 12 aprile 2009

Tutte le cubane sono puttane?



Da decenni cerco di spiegare ai coglionazzi nostrani vittime dei più volgari luoghi comuni che Cuba non è il paese delle puttane così come viene descritto. Ho sostenuto con forza che a parte poche donne che ruotano attorno ai turisti con in tasca qualche Euro, comunque molto più dignitose delle puttane così come intese da noi (non a caso si chiamano jineteras), ci sono oltre sei milioni di donne che si occupano di ben altro e che vivono la loro condizione di donne secondo valori che da noi sono impensabili. Giusto oggi l'ottimo Gennaro Carotenuto ha pubblicato sul suo sito un post dedicato ad una corrispondenza di Fernando Ravsberg, corrispondente all'Avana della BBC. Non credo servano ulteriori commenti, leggetelo.

Tutte le cubane sono puttane.

Fernando Ravsberg è il corrispondente dall’Avana della BBC. L’articolo che segue risiede in originale sul dominio del servizio pubblico inglese. Lo traduco e lo pubblico per un paio di motivi che considero buoni. Il primo è che parla di Cuba e delle donne cubane come chiunque conosca e ami Cuba parla, ovvero esattamente all’opposto di come ne parlano le orde di sficati che non escono da Varadero e dalla Habana vieja e credono di avere il diritto di comprare tutto (anche le persone) solo perché hanno nel portafoglio uno stipendio europeo. Il secondo motivo è che un articolo come quello di Ravsberg non sarebbe pubblicabile su nessun giornale italiano. I giornalisti italiani neanche pensano di poter esprimere opinioni eterodosse su Cuba (gc).


“Tutte le cubane sono puttane”, mi sputò con disprezzo un parrocchiano in un bar di Barcellona appena sentì che io vivo a Cuba. Tale generalizzazione mi è sembrata infame, anche se debbo riconoscere che è un pregiudizio molto diffuso.
Così si percepisce Cuba dagli hotel e dai centri turistici circondati di prostitute a caccia di maschi “di successo”, di quelli obbligati a fare un viaggio di 5.000 km per poter avere una relazione sessuale, che inoltre sono costretti a pagare.
Molti si sorprenderebbero se sapessero che a Cuba il sesso è una delle poche cose gratuite e non razionate. Non deve essere confortante per l’ego mascolino rendersi conto di aver pagato per qualcosa che tutti i cubani fanno per piacere.
Non pretendo criticare le “jineteras”, ho un paio di buone amiche che si dedicano al mestiere e sono per me altrettanto rispettabili come qualunque altra donna. Ma anche loro sarebbero concordi nell’affermare che rappresentano un’infima parte della popolazione femminile cubana.
Nel mio quartiere ci sono decine e decine di ragazze, alcune di quelle sono state amiche e addirittura fidanzate dei miei figli e solo conosco tre o quattro prostitute. Tutte le altre lavorano o studiano, si innamorano di un cubanito e vanno alle feste sedute sul cestino della bicicletta.
Potrei raccontare centinaia di aneddoti di donne cubane che lascerebbero a bocca aperta a molti di questi sociologi da bar, perché quasi tutte nelle loro relazioni personali mettono davanti al denaro l’amore e il sesso.
Conosco una donna sposata con un imprenditore spagnolo. Vivevano a Madrid finché in uno dei suoi viaggi nell’isola conobbe un ragazzo cubano, lavoratore manuale, con il quale adesso ha dei figli e sembrano felici nonostante le tessere del razionamento.
Immagino che all’ex marito possa risultare difficile capire che lei abbia preferito rinunciare a tutte le comodità che aveva in Spagna per tornare a vivere come una cubana qualsiasi cambiando tutti i lussi materiali con i semplici piaceri dell’anima e della carne.
In ogni modo è ben difficile che le difficoltà buttino giù una donna cubana. Queste sono state il principale sostegno familiare durante la crisi economica degli anni ‘90, quando bisognava inventare per cucinare senza alimenti e lavare senza sapone.
In quegli anni si convertirono in una specie di “Gesù Cristo domestico” che facevano il miracolo di moltiplicare pani e pesci perché la famiglia trovasse ogni giorno a tavola il necessario per sopravvivere.
E tutte dovettero farlo mentre contemporaneamente si sviluppavano nel lavoro, già che il 65% dei professionisti e tecnici a Cuba sono donne, molte delle quali danno importanti contributi alle scienze, le lettere, le arti, lo sport.
Sono donne inoltre più della metà di tutto il personale della salute –medici, infermieri e tecnici- che prestano aiuto ad altri paesi, quelle che girano per le montagne del Pakistan, per le selve del Guatemala e per i quartieri poveri di Caracas.
E’ vero che sono un po’ differenti rispetto alle altre donne del continente. Hanno un tasso molto alto di divorzi, considerano l’aborto come un diritto e non sentono che il sesso sia peccato e pertanto fanno l’amore senza sensi di colpa.
La moda non governa le loro vite né l’età le limita, si mettono quello che a loro piace e nessuno le critica, si innamorano perfino nella terza età quando molte delle loro sorelle nel mondo pensano che il loro unico destino sia crescere i nipoti.
Sono madri molto amorose, nella coppia indipendenti, professionalmente creative e molto passionali. In generale non sono donne che si possano comprare e nemmeno tra le prostitute, quelle che si affittano, è difficile trovarne una che si venda.
E’ che una donna cubana non è mai del tutto di uno, sceglie ogni giorno della sua vita con chi stare e se il suo compagno aspira a essere rieletto dovrà darle la passione e l’amore che merita. Per loro cambiare uomo non è un trauma.
Non pochi stranieri hanno sofferto una disillusione quando hanno provato a comprare una donna a Cuba. Adesso, nel mezzo della solitudine di un bar, non riescono a capire in che cosa hanno fallito, però masticano e sputano veleno, a chiunque possa sentirli che: “tutte le cubane sono puttane”.
http://www.bbc.co.uk/blogs/spanish/2009/03/topicos.html

martedì 7 aprile 2009

Italiano assasinato all'Avana


La polizia cubana sta indagando sulla morte per strangolamento del fotografo italiano Franco Bozzo. Bozzo, nato a Savona nel 1941, si trasferì all'Avana nel 1994 dopo essere andato in pensione. In Italia lavorava come ingegnere navale. A Cuba incominciò a lavorare come fotografo di teatro per poi diventare direttore artistico e produttore. Fino a poche settimane fa mise in scena presso la Sala Avellaneda del Teatro Nacional de Cuba "Elisabeth, por si acaso mujer" e per tutto il mese di aprile un suo audiovisivo, utilizzato da Tony Dìaz e Mefisto Teatro in Huevos, è in programma nella sala teatro Adolfo Llauradó.

La sua morte risale a giovedì 2 aprile quando venne trovato morto strangolato in casa sua. Viveva in una casa prestatagli da amici cubani, dopo che l'amica attrice argentina Monica Guffanti, che vive a Cuba da alcuni anni, lo cacciò da casa sua in Miramar. Secondo la Guffanti, lo mandò via dopo aver scoperto alcune foto di giovani ragazzi nudi. Secondo fonti giornalistiche, Monica Guffranti lo aveva denunciato alla polizia per farlo espellere da Cuba, ma Bozzo chiarì tutto e la polizia non proseguì le indagini.

Sei anni fa Franco Bozzo si sposò con un'attrice cubana molto conosciuta, Paula Alì, la quale sostiene che il Bozzo era molto amato sull'isola. "Era molto generoso con tutti nel mondo del teatro" dice Pula Alì, ancora incredula per l'accaduto.

Sembra che la polizia sia sulla pista degli autori del crimine. L'attore cubano cinquantenne, Waldo Franco, è stato convocato nuovamente per essere interrogato. Franco, che si dice la persona più vicina al Bozzo che ha conosciuto nel 1997, sostiene che andava a visitarlo frequentemente, l'ultima volta il giorno precedente all'assassinio. L'attore cubano sostiene che "a Bozzo non piaceva la pornografia" e che Monica Guffranti, l'attrice argentina, doveva al fotografo-regista italiano un'importante quantità di denaro. Alcune fonti parlano di oltre 10 mila dollari.

Fino a quì le scarne cronache della stampa, quello che sia successo veramente sarà chiarito alla fine dell'investigazione in corso da parte della polizia cubana che notoriamente sa condurre investigazioni molto efficaci quando si verificano casi simili.

Quello che è certo è che questa vicenda rimane chiusa tra le vicende private, nessun allarmismo che la criminalità a Cuba sia in fase di recrudescenza, come certa nostra stampa e certi corvi del malaugurio stanno cercando di far credere. L'Avana continua ad essere, tra le capitali del mondo, la città più sicura.
Sarebbe interessante fare un'indagine sulla relazione tra sistema socio-politico e criminalità. Si farebbero delle scoperte interessanti, per esempio che la relazione tra sitema sociale capitalista e efferatezza criminale non lascia dubbi di interpretazione, è purtroppo una triste realtà.