
Quando si parla di diritti umani si parla di Cuba, e quando si parla di Cuba si parla di diritti umani. Da ciò la facile allusione che vorrebbe che a Cuba si violano i diritti umani.
Chiunque conosca la realtà cubana e sia scevro da condizionamenti ideologici, può testimoniare che Cuba è invece un paese che investe tantissimo per il rispetto dei diritti umani. Certo, non sono mancati errori, ma i risultati ottenuti per dare ad ogni cittadino il diritto alla vita, la sanità gratuita, l'istruzione, il diritto alla casa, alla luce elettrica, all'acqua potabile e via dicendo, sta a testimoniare la grande attenzione di questo paese verso i diritti fondamentali dei cittadini.
Pur con le sue pecche, Cuba può vantare di rispettarli di più di quelle nazioni che utilizzano le "armi intelligenti" e la "guerra umanitaria e preventiva" per risolvere le controversie internazionali ed imporre la propria logica, più di quei governi che non garantiscono a tutto il popolo l'istruzione, la sanità, e la cultura, più di quei paesi "ricchi" che strangolano, con la politica del debito, lo sviluppo dei paesi "poveri".
Qualcuno potrebbe obiettare che ogni anno Cuba è condannata per violazione dei diritti umani.
Ma chi si documenta su questo fatto non avrà diffocolta a scoprire che sono gli Stati Uniti che, usando allegramente il ricatto nei confronti dei paesi "poveri" e la connivenza con i comuni interessi delle nazioni "ricche", mettono in scena ogni anno la stessa farsa.
Che si pretenda di condannare Cuba e non chi pratica la tortura a Guantanamo, Abu Grahib e nelle prigioni segrete della CIA, chi occupa illegalmente altri paesi sovrani massacrando popoli e distruggendo villaggi e città, suona veramente ridicolo.
Rigoberta Menchù, Premio Nobel per la Pace, ha sostenuto in proposito: "All'ONU c'è un mercato dei diritti umani, basato sugli interessi di chi è più forte e che assicura l'impunità a chi, pur violando i principi elementari della vita di un popolo, si mette d'accordo e vota secondo gli interessi dei paesi più potenti e ricchi. Nel mio paese purtroppo i bambini spesso li ammazza la polizia eppure il Guatemala non ha avuto, nei dieci anni di terrore per la repressione interna, nemmeno una censura per violazione dei diritti umani".
Perfino il New York Times afferma che la nazione che spia, tortura e sequestra sono gli Stati Uniti, il grande assente nel rapporto sui paesi che violano i diritti umani. Il New York Times, il quotidiano più influente del paese, ha pubblicato un editoriale per commentare le violazioni dei diritti umani. Ha fatto un elenco di "politiche illegali" e pratiche che violano i diritti umani fondamentali compresa la "brutalità contro i prigionieri", lo spionaggio illegale, l’arresto arbitrario, l’utilizzo della tortura, le prigioni clandestine, i "desaparecidos", i sequestri e la detenzione illegale.
La segretaria di Stato Condoleeza Rice ha presentato il Rapporto sulla Prassi sui Diritti Umani dei Paesi 2006 e ha detto che costituisce una pratica annuale che dimostra il "costante sostegno degli Stati Uniti a queste libertà fondamentali comprese nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani". La Rice ha affermato che questi "diritti basilari dovranno essere la fonte della giustizia in ogni società". Con la presentazione del rapporto "ci impegniamo nuovamente a chiamare ogni governo a rendere conto se ancora tratta i diritti dei suoi cittadini come un’opzione invece che, secondo le parole del presidente Bush, esigenze non negoziabili della dignità umana". Larry Cox, direttore esecutivo di Amnesty International statunitense, ha opinato che, mentre l’organizzazione "dà il benvenuto all’enfasi posta nel rapporto sulla richiesta di rendere conto, gli USA non possono essere considerati credibili come paese leader mondiale dei diritti umani finché non cambieranno la loro politica di mantenere a tempo indefinito i prigionieri in carceri segrete e privarli dei diritti elementari".
Come sempre gli Usa pretendono, e purtroppo ottengono, di continuare a essere giudici ma mai giudicati. Con il consenso dei "paesi democratici" che insistono vergognosamente a sostenere le politiche repressive di quello che a torto si continua a definire il paese più democratico del mondo. Quando la si finirà di accanirsi vigliaccamente contro un paese che stà facendo enormi sforzi per garantire ai propri cittadini la dignità umana e si avrà il coraggio di accusare coloro che sono responsabili di vergognose atrocità, allora sì che si potrà assistere ad un vero cambiamento di rotta riguardo al rispetto dei diritti umani. Ma se si persevera nel volere difendere l'indifendibile, le atrocità che si commettono continueranno a sconvolgere il nostro povero pianeta, vittima della voracità di criminali assetati di potere.