lunedì 21 aprile 2008

Retrato cantado de la Nueva Trova



Stupenda serata ieri sera presso la Mediateca del Palazzo Comunale di Piateda. I trovadores Cubani Ariel Dìaz Pena e Lilliana Hèctor Balance hanno tenuto, per la prima volta in Italia, la loro conferenza- concerto "Retrato Cantado de la Nueva Trova". Davanti ad un pubblico attento ed interessato i due giovani trovadores hanno raccontato la storia della Trova Cubana dagli inizi fino alle attuali tendenze. Hanno raccontontato come questo genere muscale abbia attraversato momenti controversi andando di pari passo con gli eventi storico-politici della loro terra. Dall'incontro delle tradizioni indigene fino alle contaminazioni dei canti degli schiavi africani, dallo spirito della Revoluciòn fino alla resistenza del "periodo especial" che proprio alla forza della cultura deve il successo della sopravvivenza dell'esperienza rivoluzionaria che è riuscita resistere ai desideri di conquista e di sottomissione anche dopo la caduta dell'Unione Sovietica. La cultura in generale ed i trovadores in particolare, hanno scelto di rimanere nel loro paese malgrado le ristrettezze economiche, hanno creduto che la cultura sia la vera arma vincente contro le mire annessioniste dell'impero ed ora che la situazione economica sta migliorando, si stanno aprendo nuovi spazi che stanno dando vita ad innumerevoli esperienze e ad una nuova generazione di trovadores che interpretano le nuove tendenze.




Nel corso della serata i due giovani autori hanno offerto al pubblico l'esecuzione dei brani più rappresentativi della Trova cubana ed hanno concluso con alcuni pezzi che fanno parte del loro ultimo CD "Ven a mi Cuba".


Prossimamente si esibiranno il 24 aprile presso il Mambo di Piateda, il 30 aprile daranno un concerto a Ponte in Valtellina presso il Teatro comunale in occasione delle manifestazioni della Ponte in Fiore, saranno poi a Viareggio la sera del 25 aprile all'Art Cafè il Kiosko, rimarranno in Toscana per presenziare ad alcune iniziative dei locali Circoli culturali per tornare in Valtellina il Primo Maggio qundo si esibiranno alla Vinoteca di Tirano. Chiuderanno il loro tour italiano il 4 maggio al Jom Bar di Tresivio.

giovedì 10 aprile 2008

Ariel e Lilliana, o la dignità cubana



In questi giorni sono alle prese con incredibili problemi per portare a termine l'invito ai miei amici trovadores Ariel Dìaz e Lilliana Hèctor per una serie di concerti in Valtellina ed in Versilia. Questo non mi ha permesso di dedicare tempo a questo e all'altro mio blog malgrado avessi molto da dire sugli ultimi eventi , in particolare su quelli cubani e sulla questione Tibet. Però uno dei soliti anonimi che intervengono per denigrare ed insultare Cuba, Fidel ed il Governo cubano, oggi mi ha mandato un commento che sembra fatto apposta per stimolare un articolo che serva a far capire come stanno realmente le cose, se è vero che il Governo cubano impedisce ai propri cittadini di uscire da Cuba o se invece gli ostacoli hanno ben altra origine. Oltre ovviamente ai costi insostenibili per le economie povere dei Paesi del Terzo Mondo ridotte in miseria dalla voracità dei paesi "liberi e democratici".


L'anonimo villano scrive:

Anonimo ha detto...
la differenza è che un italiano fa semplice domanda di un passaporto,dopo 10-15 giorni ti arriva a casa.ha il libero arbitrio..."vado in africa oppure in america...no in lituania".puo andare ovunque,senza conoscere nessuno,puo rimanere quanto gli pare...ecc..ecc.il cubano deve elemosinare il passaporto(50cuc),il piu delle volte non lo danno se non hai l'invito dall'estero(140cuc)..anzi mai.chiedere il permesso addirittura al centro di lavoro,al presidente di quartiere ecc..ecc.il cubano per uscire a volte usa l'inganno,guarda gli artisti-sportivi-attori-giornalistiche "solo" l'anno passato sono fuggiti.sono tanti e alcuni popolarissimi(tutti veri cubani..cheche se ne dica..)e mi fermo qui.d'altronde sai bene cosa dico!!stai facendo l'invito dei tuo amici artisti?quanto hai speso fino adesso?e perche tutti quei permessi....tu hai idea come è triste lasciare il proprio paese per vivere decentemente?la liberta è anche questa.vivere dove a uno le da la gana.....DI TUTTO DEL TUO TIRANNO,DI'DI PIU.jose marti'


Credo che chiunque conosca la realtà cubana sappia benissimo che le cose non stanno proprio come le descrive il bambo che ha pure il coraggio di firmarsi Josè Martì. Non c'è veramente limite all'indecenza!!!!!


La questione dell'invito ai miei amici è subito descritta, al rientro da Cuba ho chiesto all'Assaciozione patrocinata dal Comune di Ponte in Valtellina, di mandare ai due trovadores cubani l'invito per la partecipazione alle manifestazioni ed un certificato che attesti che l'Associazione esista veramente. Il Sindaco, tra l'altro a capo di una giunta di centrodestra, ha mandato personalmente l'invito a nome del Comune attestando quindi anche che l'Associazione che promuove le manifestazioni dipenda direttamente dal Comune, quindi taestimoniava lui stesso la mancanza di qualsiasi secondo scopo. Con questa documentazione e con il regolare permesso di emigrazione rilasciato immediatamente dalle autorità cubane, i due artisti si sono presentati all'Ambasciata Italiana all'Avana. QUI SONO INCOMINCIATI I GUAI! (Chi ha avuto occasione di dover ricorrere alla nostra Ambasciata all'Avana sa benissimo come si viene trattati, le interminabili code a cui ti sottopongono, il comportamento da cafoni dei vari addetti che, ben pagati con i nostri denari per risolvere le necessità degli italiani che per vari motivi si trovano a Cuba, riescono a far andare su tutte le furie anche il più pacifico degli esseri umani. Non a caso l'Ambasciata italiana viene considerata la peggiore tra tutte quelle che si trovano a Cuba, in proposito avrei da raccontare delle cose molto interessanti....). Per i nostri amici è iniziata una trafila interminabile a causa delle continue vessazioni cui sono stati sottoposti da coloro che dovrebbere usare la diplomazia per rendere amichevoli le relazioni fra i nostri due popoli. Hanno iniziato sostenendo che l'invito non era in originale e quindi non valido, perciò è stato necessario far mandare dal sindaco un fax che confermasse l'originalità dell'invito. Ma secondo i solerti rappresentanti del nostro Paese, il fax non era perfettamente chiaro e quindi pure questo non ritenuto valido. Intanto i giorni passavano e la data di partenza, con biglietti già pagati, si avvicinava e l'Ambasciata riceve solo poche persone al giorno per due o tre giorni la settimana. Si è reso necessario rimandare nuovamente l'originale della documantazione ma ancora l'Ambasciata ha trovato il modo di allungare i tempi in modo che i due trovaradores non hanno potuto partire il 5 aprile, perdendo così la possibilità di tenere il primo concerto e si è dovuto cambiare la data di partenza con le dovute conseguenze economiche. MA LA STORIA NON è FINITA QUI, Oggi Ariel e Lilliana mi scrivono dicendo che l'Ambasciata ha richiesto che la richiesta di invito deve essere indirizzata all'Ambasciata, cosa mai avvenuta, e che venga aggiunta una frase senza la quale non concederanno il Visto!!!!!!!! Così sarà necessario un nuovo rinvio della partenza, un altro biglietto per il volo ed il rinvio o la rinuncia anche del secondo concerto!!!!! Io mi chiedo come sia possibile un comportamente così apertamente ostile a che i due artisti possano venire ad esibirsi in Italia, e mi chiedo come fanno certe persone con il cervello impregnato di fascismo allo stato puro a continuare a sostenere i soliti luoghi comuni artatamente messi in giro dalla vile propaganda anticubana orchestrata dalla più schifosa feccia reazionaria.

Ecco la mail che mi hanno inviato, sconsolati, Ariel e Lilliana che vanno spesso in giro per il mondo a tenere i loro concerti ma che mai si sarebbero aspettati un trattamento simile da parte di un Paese che consideravano, a torto, amico, anche a causa delle comuni radici latine e dell'amore per l'arte che pensvano facesse parte della cultura del nostro popolo. E per fortuna che io li avevo messi in guardia sulla situazione che regna in Italia dove il pensiero fascista è sempre dominante.


Queridos nuestros:

Las noticias no son nada buenas. Primeramente decirles que en la embajada italiana en la Habana nos trataron de la manera más ultrajante que yo recuerde en nuestras vidas, Esperamos 5 horas parados en la acera, mientras pasaron todos los demás, El asunto en cuestión es el siguiente; No nos aceptaron la carta de invitación porque debe ser dirigida por la Comune a la embajada y no al Centro Pablo,como siempre ha sido desde que tengo uso de razón,tengo la impresión de que inventaron eso de repente,en muy mala forma además. Nos dijeron que debe agregársele el siguiente párrafo que nos entregaron impreso y que te reproduzco a continuación, debe decir que La comune está conciente de lo siguiente: L' invitante dovra' altresi' fare stato della consapevolezza delle responsabilita' penali derivanti dall'art 12 del TU 286/1998 in materia di favoreggiamento dell'immigrazione illegale.
Esto me parece una falta de respeto hacia nosotros y al estado cubano que está solicitando de manera oficial un trámite de visado y también irrespetuoso con la Comune. Me parece completamente innesesario y ustedes son libres de decidir cualquier cosa al respecto. Nosotros nos sentimos muy humillados por estos señores que no han respetado las normas y los acuerdos migratorios.
Si todavía estuvieran en condiciones de proseguir con nuestro viaje La comune tendría que enviarnos de nuevo la carta con esos arreglos (dirigirla a la embajada d Italia en la Habana y agregarle el párrafo) Tendrías que enviarla mañana mismo (ellos demoran UNA SEMANA en entregar la visa y solo trabajan Lunes,miércoles y viernes) para lo que te recomiendo que lo hagan,no por fax,sino por email escaneada en jpg o formato pdf, ya que para colmo cerraron con la siguiente frase "tráiganla en un papel más bonito y no en ese de fax que casi no se ve" Les cuento todos los detalles para que tengan una idea de lo que estamos sintiendo, los cubanos no somos de aguantar estas cosas de nadie. Además estamos preocupados por sus tantos esfuerzos en esta empresa tan noble y desinteresada.
Nos pidieron además un seguro de viaje que tendremos que pagar aquí, no lo haremos hasta tener respuestas de ustedes ya que no lo devuelven, ni tampoco los 120 euros que pagaremos de visa si la negaran.
Esperamos,,,cambio y fuera!
besos, besos
Ariel y Lilly


Traduco per coloro che non conoscono lo spagnolo:


Carissimi,

le notizie non sono per nente buone. Prima di tutto vi dico che all'Ambasciata italiana all'Avana ci hanno trattato nella maniera più oltraggiosa che ricordi nella vita. Abbiamo dovuto aspettare 5 ore in piedi sul marciapiede mentre hanno fatto passare tutti gli altri. La nuova questione è la seguente, non accettano l'invito perchè deve essere diretto all'Ambasciata e non al Centro Pablo (l'Associazione culturale a cui appartegono Ariel e Lilliana) come è sempre stato da quando ho l'uso della ragione, ho l'impressione che se la sono inventata al momento, e pure in malo modo. Ci hanno detto che bisogna aggiungere questa frase che ci hanno dato per iscritto e che riproduco in seguito, deve dire che il Comune deve essere coscente di questo: l'invitante dovrà altresì fare stato della consapevolezza delle responsabilityà penali derivanti dall'art. 12 del TU 286/1998 in materia di favoreggiamento dell'immigrazione illegale.
Questo mi sembra una mancanza di rispetto verso di noi e lo stato cubano che sta sollecitando in modo ufficiale un visto e pure irrispettoso per il Comune.
Mi sembra veramente non necessario e voi siete liberi di decidere qualsiasi cosa al riguardo. Noi ci sentiamo molto umiliati da questi signori che non rispettano le norme e gli accordi migratori.
Se tuttavia credete di continuare per il nostro viaggio, il Comune dovrà inviarci di nuovo la carta con queste regole (indirizzarla all'Ambasciata italiana all'Avana ed aggiungerci il paragrafo). Dovrete inviarla domani stesso (loro tardano una settimana per dare il visto e lavorano solo il lunedì, mercoledì e venerdì) perciò raccomando di farlo non per fax ma per e-mail in formato JPG o PDF visto che per colmo hanno chiuso la discussione con "portacela su carta buona e non per fax che quasi non si legge". Vi sto raccontando tutti i dettagli perchè teniate un'idea di quello che stiamo vivendo, noi cubani non siamo fatti per subire queste cose da parte di nessuno. Oltretutto siamo preoccupati per i vostri sforzi in questa impresa tanto nobile e disinteressata.

Ci hanno chiesto anche un'assicurazione di viaggio che dobbiamo pagare quì, non lo faremo fino a qundo non avremo risposta, tantomeno i 120 Euro di Visto se poi ce lo negano.

Aspettiamo

Baci, baci

Ariel e Lilliana

Credo non servano altri commenti. Anche il più indegno degli esseri umani sa capire chi sono i veri tiranni. Vero Anonimo vigliacco che hai pure il coraggio di firmarti con il nome di colui che è il padre delle lotte che hanno portato il popolo cubano ad essere tanto dignitoso? O hai bisogno di altri esempi? Se vuoi di posso raccontare altri migliaia di fatti su quel popolo nobile e dignitoso e su certe canagliate dei rappresentanti del nostro "bel paese".

P.S. Grazie Ariel e Lilliana per l'esempio che state dando, la vostra amicizia mi onora e mi rende orgoglioso di spendermi per far conoscere la vostra arte. Il paese che ha fatto sua la cultura del Grande Fratello e delle Isole dei Famosi, ha veramente bisogno del vostro aiuto. LOS QUIERO MUCHO


martedì 25 marzo 2008

Ciao Gino, il popolo cubano non ti dimenticherà mai




L’altra notte si è spento in una casa di cura di San Donà di Piave dove era stato ricoverato per alcuni esami clinici, Gino Donè Paro, uno degli spedizionieri del Granma il battello che salpò dal Messico verso Cuba per dare inizio alla Revoluciòn che liberò i cubani dalla feroce dittatura di Fulgencio Batista e dalla totale sottomissione politica, culturale ed economica agli Stati Uniti d’America.
Dopo aver partecipato giovanissimo alla lotta partigiana, Gino si recò a Cuba per lavoro, si sposò ed entrò subito in contatto con il movimento M 26-7 che aveva iniziato a combattere contro il regime di Batista. Inviato in Messico, fu compagno di camera di Ernesto Chè Guevara e fu scelto da Fidel Castro tra gli 82 uomini che il 25 novembre del 1956 salparono verso Cuba a bordo del Granma dando così inizio alla Revoluciòn cubana. Su questo blog ho pubblicato circa un anno fa un post dedicato alla sua straordinaria ed avventurosa vita. Lo potete leggere quì:

http://vivacubalibera.blogspot.com/2007/04/un-veneziano-sul-granma.html


A me che ho avuto la fortuna di conoscere e di avere come amici tanti personaggi straordinari, rimarrà sempre il rammarico di non aver conosciuto personalmente Gino. Mi diede il suo indirizzo Don Andrea Gallo, suo grande amico, ed io cercai di contattarlo per sondare la possibilità di invitarlo in Valtellina a parlarci della sua esperienza ma in quel periodo Gino si trovava a Cuba perchè invitato a festeggiare il 50° anniversario della spedizione del Granma. In seguito ha cambiato residenza e solo lo scorso anno l'ho saputo. Sono partito per svernare a Cuba con l'intenzione di contattarlo al rientro. Sono rientrato da circa un mese e sto organizzando dei concerti per una coppia di amici trovadores cubani per il mese di aprile ed avevo intenzione, alla fine di questo impegno, di cercare Gino per portare a termine il mio progetto. Purtroppo stamane la triste notizia della sua scomparsa. La Revoluciòn ha perso "el italiano" l'uomo che visse una vita straordirnaria ma che sopratutto fu eroe per la sua SEMPLICITA’, colui che a chi chiedeva spiegazioni sulla sua vita avventuruosa rispondeva che aveva fatto semplicemente «quello che doveva da fare».

La sua storia di uomo qualunque che segretamente ha vissuto una vita da eroe è stata recentemente narrata nel documentario “A secret life with Fidel”, scritto e diretto da Enrico Coletti che qualche anno fa scoprì che tra gli 82 rivoluzionari imbarcatisi sul Granma c’era anche un’italiano. Dopo complesse ricerche riuscì a rintracciare l'ormai anziano signore di origini venete. "Era talmente riservato - ricorda Coletti - che non voleva parlare della sua vicenda, ma pian piano siamo diventati amici e così ci siamo immersi in un racconto che è una testimonianza storica importantissima".
Ciao Gino, uomo semplice e straordinario, il popolo cubano e tutti gli uomini che lottano per la giustizia, la pace e l'uguaglianza non ti dimenticheranno mai.

venerdì 29 febbraio 2008

Pedro Luis Ferrer in-canta all'Avana



Il ritorno di Pedro Luis Ferrer con un concerto dal vivo tenuto presso il Centro Cultural Pablo de la Torriente Brau è stato sicuramente uno degli avvenimenti più graditi ai cultori della Nueva Trova Cubana. Il cantautore habanero, tornato dopo sette mesi di tournè in Spagna ed Europa (mi sono sembrati sette secoli, ha detto Ferrer) dove le sue esibizioni sono sempre più richieste, ha ripreso il contatto con i suoi numerosissimi ammiratori della sua amata terra. Questa attesisssima serata non ha deluso i numerosi presenti, malgrado la serata sia stata riservata agli invitati, coloro che hanno potuto assistere al concerto erano sicuramente molto più numerosi degli inviti visto che le terrazze dei palazzi che danno sul bellissimo giardino del Centro Cultural Pablo de la Torriente Brau erano affollate all'inverosimile.

Dopo aver esordito negli anni '60 con alcuni tra i più significativi gruppi musicali cubani, verso la metà degli anni '70 incide il suo primo LP in solitario. In seguito gira il mondo dando concerti in Polonia, Finlandia, Norvegia, Svezia, DDR, e Messico. Contemporaneamente approfondisce lo studio della chitarra interpretando opere di Leo Brouwer, Albèniz, Tàrrega e Bach. Negli anni 80 registra due LP mentre trascorre gli anni '90 in maniera artisticamente furtiva. Nel frattempo alcune sue interpretazioni diventano molto popolari. Lavora poi nel Conjunto Artistisco de las FAR in quel di Guantanamo e questa esperenza lo mette in contatto con il Changuì e altri generi musicali di questa regione orientale di Cuba. All'inizio degl 1999 inizia una serie di concerti negli Stati Uniti mentre più tardi realizza concerti in varie città spagnole. Negli ultimi anni, accompagnato da un quartetto acustico, ha registrato alcuni CD nel suo studio personale dando vita ad un genere musicale da lui chiamato Changuisa, una miscela del Changuì guantanamero ed i cori de clave de Sancti Spiritus. Dopo la presentazione di questi lavori nei primi mesi del 2007 al Teatro Amadeo Roldan, al Teatro Nacional e a Los Jardines del ICM, se ne va per sette mesi in Spagna, Francia ed Austria. Finalmente il suo attesissimo ritorno all'Avana con il concerto di cui sopra.

Durante il concerto ha pure recitatato alcune sue poesie, di seguito riporto il testo di quella che ritengo più significativa in quanto rispecchia in pieno la sua personalità di grandissimo artista, critico, amante della sua gente, del popolo cubano e della sua bellissima storia piena di amore, lotta ed immensa umanità.

Grazie Pedro Luis Ferrer per questa indimenticabile ed emozionante serata.




CANZONE DI FINE ANNO

Ora che permettono criticare:
Che belli sono i tuoi occhi, vita mia!
Mi piace il tuo modo di ballare
E la peculiarità della tua allegria.

Ora che permettono criticare:
Me ne vado al Malecon ed aspetto il giorno;
Voglio dedicarmi a riposare;
I fiori del giardino sono bellissimi...

Ora che permettono criticare:
esibisco un pantalone ed una camicia;
Abbiamo messo un'amaca nel portale
Ed un campanello che sembra una campana.

Ora che perfino il mondo vuole parlare
Ed è di moda l'urlo e la querela:
Le tue gambe, le vorrei divorare,
Il modo come cammini e ti siedi.

Ora che permettono:
La strada è piena,
le bugie ed i pettegolezzi,
Il cielo e le stelle.

Ora che permettono criticare:
Ho comprato un computer ed una pentola;
Il mio amico domadò tanto per cambiare:
La luna è rotonda e piacevole.

Pedro Luis Ferrer





martedì 19 febbraio 2008

GRACIAS COMANDANTE QUERIDO


Come ci si aspettava oggi il Presidente cubano Fidel Castro ha reso nota la sua rinuncia a ricoprire la carica di Presidente del Poder Popular. In un lungo messaggio al popolo cubano spiega le ragioni della sua rinuncia ma avverte chi crede che l’esperienza rivoluzionaria cubana sia giunta ad una svolta, che nulla cambierà nella straordinaria volontà del popolo cubano di essere artefice del proprio destino di indipendenza, libertà, giustizia e di continuare ad essere esempio per tutti gli uomini della terra che credono e lottano contro coloro che intendono dominare il mondo. L’immediata risposta del massacratore di popoli, il presidente Usa George W. Bush che ha detto che ha avuto inizio il cambiamento a Cuba, rimarrà solo uno dei suoi tanti slogan pieni di falsità ed ipocrisia. Milioni di persone in tutto il mondo si stanno sempre più rendendo conto che in nome della falsa “democrazia” e delle false “libertà” l’intera umanità è stata sottoposta ad ogni tipo di persecuzione, sempre più capi di stato si stanno rendendo conto che l’eroica lotta del popolo cubano in cinquant’anni di Revoluciòn hanno costituito l’unica vera resistenza al dominio incontrastato dei criminali che hanno schiavizzato l’intero pianeta. Il capitalismo è ormai giunto alla sua fase finale e sta dilapidando tutte le sue risorse per continuare ad esercitare un dominio che comunque non avrà futuro. Il futuro dell’umanità e del pianeta in cui viviamo non potrà che essere IL SOCIALISMO, unico sistema sociale e politico che può permettere uno sviluppo armonico dell’essere umano e del suo ambiente.
Per tutto questo a tutti gli uomini di pace e di progresso non resta che RINGRAZIARE IL COMANDANTE FIDEL CASTRO RUZ PER LA SUA IMMENSA OPERA RIVOLUZIONARIA, IL SUO CORAGGIO, LA SUA ETICA ED IL SUO INFINITO AMORE PER L’UMANITA’. Auguriamo Al Comandante che ancora per lunghi anni continui ad illuminarci dall’alto della sua straordinaria saggezza, inimitabile umanità ed amore per la vita.
HASTA SIEMPRE COMANDANTE!

mercoledì 13 febbraio 2008

TERRORISMO MEDIATICO-CI RISIAMO



Continua il terrorismo mediatico contro Cuba. In questi giorni ha fatto il giro di tutte le televisioni del mondo un video in cui si vedono alcuni studenti cubani che durante un incontro con Riccardo Alarcon de Quesada, presidente dell’Assemblea del Poder Popular, pongono alcune questioni definite “scottanti”. Si tratta di un fatto normalissimo che avviene in tutti i paesi del mondo, anzi, questo dovrebbe essere una clamorosa smentita per tutti coloro che per malafede, interesse o codardia, sostengono che a Cuba non esiste libertà di espressione. Il video in questione, trasmesso dalla televisione cubana, è stato ripresa dalla fin troppo famosa TV Martì che, lautamente finanziata dal governo Usa, trasmette dalla Florida 24 ore al giorno qualsiasi tipo di nefandezza per denigrare Cuba ed il suo governo. Ovviamente il filmato era parziale, riportava solo alcuni stralci delle domande degli studenti e delle risposte di Alarcon, ma l’arte della manipolazione non manca sicuramente ai “democratici” giornalisti di TV Martì. Anche la nostra Rai non si è fatta scappare l’occasione ed il TG2 diretto da quel campione del giornalismo che risponde al nome di Mauro Mazza, messo lì per i suoi indiscutibili meriti e non perché raccomandato da qualche partito di riferimento, lo ha mandato in onda due sere fa accompagnato da un commento vomitevole.
Anche i nostri giornali hanno fatto la loro parte ed “il più grande di tutti”, il Corriere della Sera, ha affidato a Rocco Cotroneo, inviato a Rio De Janeiro, il commento del fatto. Ovviamente da Rio quello che succede a Cuba si vede meglio e che Cotroneo sia un esperto di fatti cubani lo ha già dimostrato più volte. Di questo passo supererà Omero Ciai, l’esperto dell’Espresso che scrive di Cuba da Miami....
Ma la cosa non è affatto finita quì, voi che uno studente che si permette di fare certe domande ai dirigenti cubani la passi liscia? Eh no, altrimenti che dittatura sarebbe quella cubana! Ecco che allora viene diffusa la notizia che il giovane impertinente è finito in carcere, così il cerchio si chiude, in una dittatura non si può fare domande scomode e se qualcuno trova il coraggio di farlo viene incarcerato, torturato e fatto sparire. Se queste cose, anche se non ce lo dicono, sappiamo che avvengono quotidianamente nel paese “più democratico del mondo” e in tutti i regimi democratici da questi sostenuti, figuriamoci se non avviene sotto la ferocissima dittatura castrista!
Ma è veramente finito finito in carcere Elicèr Avila, il ragazzo che ha osato incalzare Alarcon de Quesada? Assolutamente no, Elicèr è andato in televisione, lo si vede nella foto, ed ha raccontato candidamente che fare domande ai dirigenti cubani è una prassi normale da parte degli studenti, che le intenzioni degli studenti sono tutt’altro che quelle di voler abbattere il socialismo ma al contrario di fortificarlo, che la famosa maglietta con la @ che portava al momento del dibattito con Alarcòn è la maglietta della facoltà di informatica in cui studia e non un simbolo di libertà come sostenuto dai media di tutto il mondo e che nessun studente è stato carcerato in Cuba, questo semmai avveniva prima della Revoluciòn. Scommettiamo che Mauro Mazza non manderà in onda il video di Elicèr che smentisce gli imbroglioni? La BBC, che prima aveva dato credito alla notizia dell'arresto dello studente, ora ha smentito tutto, saranno pure loro dei vili al servizio del capitale, ma almeno il coraggio di smentire quando è evidente che hanno preso una cantonata, loro ce l'hanno ancora.
Se i nostri mezzi di informazione fossero veramente liberi e non al servizio dei potenti che dominano il mondo e che spendono cifre astronomiche per manipolare la realtà e per condizionare le coscenze di miliardi di esseri umani, non sarebbe difficile raccontare qual’è la realtà di Cuba, la sua storia, le sue conquiste e la lotta che sta portando avanti per difendere la propria indipendenza e sovranità. E magari i nostri “democratici” inviati e direttori di telegiornali ci racconterebbero chi sono coloro che torturano, affamano, bombardano, tramano, rapinano, distruggono e si rendono responsabili delle atrocità che stanno distruggendo il pianeta e i suoi abitanti. Malgrado gli straordinari mezzi messi in campo per disinformare, nascondere e distorcere la realtà, la situazione è talmente drammatica che la presa di coscienza si fa sempre più strada tra le popolazioni del nostro sciagurato pianeta. Chissa se anche i Cotroneo, i Mazza, i Ciai e i tanti altri scellerati servi dei loro padroni prima o poi si renderanno conto delle tremende responsabilità di cui si stanno macchiando. Non è mai troppo tardi. Forse....

giovedì 7 febbraio 2008

Cuba, elezioni e democrazia


Il 20 gennaio 2008 i cubani sono stati chiamati alle urne per eleggere i 614 deputati al Parlamento ed i 1.201 delegati alle Assemblee Provinciali. Dopo la scelta dei candidati effettuata il novembre scorso dalle Assemblee Popolari, il Governo ha chiamato i cittadini al voto unito, che vuol dire votare compatti per tutti i candidati scelti dal popolo per evitare che nessuno non raggiunga il cinquanta per cento dei voti validi, condizione per essere eletti, e rimanga escluso.” El voto unido nos fortaleza”, “nessuno si deve sentire obbligato e può votare liberamente per uno o più candidati a seconda delle proprie preferenze” hanno sostenuto i rappresentanti del Governo e le maggiori autorità politiche, però “il voto unito ci fa più forti e ci permette di dimostrare al mondo intero ed al nostro poderoso nemico del nord che il popolo cubano è unito a sostegno della Rivoluzione e dei suoi dirigenti”.
Secondo quanto ci raccontano i nostri giornali “liberi e democratici” i numerosi dissidenti cubani che non aspettano altro che la fine della Rivoluzione non possono manifestare il proprio dissenso a causa della “feroce dittatura castrista” che reprime qualsiasi forma di dissenso. Quale miglior occasione per “i numerosi dissidenti” per astenersi dal voto e dimostrare i numeri del dissenso? Ma questo, secondo i nostri giornalisti “democratici”, non può avvenire a causa “delle persecuzioni” a cui sarebbero sottoposti coloro che non si recano alle urne. Certo che questi dissidenti oltre ad essere numerosi sono pure codardi, quali dissidenti non hanno nemmeno il coraggio di astenersi alle elezioni? Ma certo, la crudele repressione castrista...... Allora tutti a votare, però nel segreto dell’urna i dissidenti, seppur codardi possono esprimere il proprio dissenso in vari modi: votare in bianco, votare per candidati diversi da quelli prescelti, scrivere frasi che esprimono il proprio dissenso, scrivere insulti, augurare a Fidel una rapida dipartita, ecc.
Domenica 20 gennaio ho assistito alle votazioni, il seggio della mia “quadra” si trova presso l’ambulatorio medico ed ha aperto alle sei della mattina, due giovani chiedevano i documenti e registravano l’avvenuto voto dopo che il cittadino aveva inserito le sue schede nelle urne ed i due pionieri che stavano al fianco delle stesse pronunciavano la frase “Votò”. Già dalle prime ore del mattino si sono create code fuori dagli oltre 38.000 seggi e i primi dati affluiti al Ministero registravano che alle due del pomeriggio avevano votato oltre l’85 per cento degli aventi diritto. Alle sei della sera alla chiusura dei seggi la percentuale dei votanti è risultata superiore al 95 per cento. Un risultato straordinario ma sicuramente dovuta alla repressione castrista che intimorisce i cubani. Anche se io ho potuto osservare che i cubani si sono recati al voto senza alcun timore e senza nessun tipo di pressione che non fosse la chiamata del Governo a dimostrare a tutto il mondo l’unità del paese, sicuramente la repressione esiste perché se lo dicono i nostri giornalisti “liberi e democratici” non ci possono essere dubbi.... Se la paura della repressione ha portato i cubani alle urne, le schede dimostreranno sicuramente che la popolazione non ne può più del regime repressivo e sfogherà tutto il proprio dissenso. Grazie alla mia ingenuità non mi sono accorto delle costrizioni messe in atto per obbligare i cubani alle urne ma l’alto numero di schede bianche ed annullate mi apriranno gli occhi quando domani verranno resi noti i risultati.
Il lunedì mattina appena sveglio accendo la radio e preparo la mia Nikon D50 per scendere in strada a fotografare i dissidenti che forti del responso elettorale finalmente avranno trovato il coraggio per scendere in strada e dare inizio al tanto sospirato cambio di regime. Radio Reloj trasmette in continuazione le ultime notizie, attendo ansioso che parli dei risultati delle elezioni. L’attesa è breve, el locutor legge i numeri forniti dal Ministero, i dati non sono ancora definitivi ma si può dare per certo che i votanti sono stati 8.320.832 ed hanno superato il 96 per cento degli aventi diritto, il voto unito ha riportato più del 91 per cento mentre le schede bianche sono state di circa il 3,7 per cento e le nulle l’uno per cento! Beh, questo lo dice Radio Reloj, lo dicono pure le altre radio, tra poco lo dirà il telegiornale e lo diranno pure i giornali di regime, ma sicuramente sono dati falsi e la realtà è ben diversa. Visto che alle elezioni oltre all’ingenuo sottoscritto hanno assistito anche numerosi smaliziati rappresentanti della stampa internazionale, mi reco al più vicino internet point per vedere cosa riportano le agenzie. Per evitare di essere influenzato dai giudizi di parte, i giornali di destra sosterranno una tesi, quelli di sinistra un’altra, decido di visitare i siti delle più importanti Agenzie di Stampa, saranno pure loro di parte ma solitamente sono più credibili della stampa politicamente schierata. La sorpresa mi coglie completamente impreparato, le varie Agenzie confermano i dati che ho appena ascoltato e sostengono che le elezioni si sono svolte in un clima tranquillo e senza nessun incidente, di atti di repressione nemmeno l’ombra! Ma allora dove sta l’inganno sfuggito perfino agli espertissimi giornalisti delle Agenzie di Stampa internazionali? Vuoi vedere che pure loro sono stati aggirati dalla furbizia di Fidel Castro e dei suoi accoliti? Esco dall’internet point con questo dubbio impertinente che mi spinge a far lavorare il cervello e cercare di capire dove si nasconde il trucco, la mia mente si mette al lavoro e dopo avere ripassato tutti gli avvenimenti che mi hanno visto coinvolto in questa avventura, finalmente arrivo alla soluzione dell’enigma. Il Comandante en Jefe si è ancora una volta beffato del mondo intero, la sua mente raffinata ha escogitato uno stratagemma infallibile per costringere i cubani a votare in massa “para todos”. Chi pensava di vedere poliziotti intimorire i cubani fuori e dentro i seggi, per le strade, dentro le case a scovare coloro che non si recano alle urne, non si è reso conto di chi ha veramente condizionato il voto dei cubani: i pioneri di dieci anni che custodivano le urne! Provate voi a votare in un seggio custodito da pionieri inflessibili che ti controllano quando entri e consegni i documenti, ti seguono con lo sguardo mentre entri nella “gabina”, per dirla alla Bossi che qui ha molti seguaci, e ti fissano inflessibili quando esci ed infili le schede nelle urne e pronunciano il loro “Votò” solo se sono certi che non hai sgarrato!!!!
Tornato a casa mi chiedo chi avrà inviato questa volta il Direttore di Liberazione a vigilare sulle elezioni cubane, ma sono certo che se anche ha mandato la Nocioni*, nemmeno lei sarà riuscita a scoprire l’arcano, quel filibustiere di Fidel, più invecchia più si fa furbo e perfido....
* Inviata all’Avana lo scorso anno dal Direttore di Liberazione, scrisse un articolo che sollevò le proteste di numerosi lettori del quotidiano “comunista”. Nell’articolo scrisse che aveva incontrato solo giovani che volevano scappare da Cuba, che la popolazione odiava Fidel, che le case dell’Avana stavano crollando una dopo l’altra e che sotto le macerie molti perdevano la vita, e altre amenità del genere. Il sottoscritto scrisse al Direttore esprimendo il proprio sdegno ed offrendosi per accompagnare la Nocioni a rifare lo stesso viaggio per riportare a quattro mani quanto visto. Non ho mai ottenuto risposta.... però in cambio il Direttore di Liberazione ha visto aumentare in maniera vertiginosa gli inviti a partecipare ai salotti televisivi. E la Nocioni? Sicuramente l’aspetta una folgorante carriera, simile a quella di molti ex giornalisti di “sinistra”....

P.S. dopo alcuni giorni di dubbi ho deciso che forse il sottoscritto non è tanto ingenuo, che i nostri giornalisti “liberi e democratici” non lo sono poi così tanto e che forse è meglio che torni a dare il mo contributo per diffondere alcune verità che aiutano a capire meglio come vanno realmente le cose. Visto che ho appena finito di leggere l’interessante libro di William Blum “Il libro nero degli Stati Uniti” ho deciso di pubblicare a puntate sull’altro mio blog (wwwmondolibero.blogspot.com) un sunto degli eventi magistralmente descritti dall’ex funzionario del dipartimento di Stato degli Usa nel suo documentatissimo testo.