sabato 29 gennaio 2011

Poesia di Antonio Guerrero 29-01-2010


Viernes, 29 de enero de 2010

Anocheció mientras leía un libro

(el que pudo llegar a mis manos)

cuyo argumento vacuo y siniestro

apenas para mí tuvo sentido.

Pensé en los grandes escritores

capaces de recoger la luz

y toda la belleza del mundo

en paginas imperecederas.

Cerré el libro y cerré mis ojos,

en ese instante me vi rodeado

de un resplandor de sol y de luna,

de amor y de paz, y comprendí:

lo que buscamos en muchos libros

lo atesoramos dentro del alma.

Si fece notte mentre leggevo un libro

(quello che è riuscito ad arrivare nelle le mie mani)

il cui argomento vacuo e sinistro

a malapena, per me, aveva un senso.

Ho pensato ai grandi scrittori

capaci di accogliere la luce

ed ogni bellezza del mondo

in pagine immortali.

Chiusi il libro e chiusi gli occhi,

e in quell'istante mi sono visto circondato

da uno splendore di sole e di luna,

d'amore e di pace, ed ho capito:

quello che cerchiamo nei libri

è il tesoro che poi resta nell'anima.

venerdì 28 gennaio 2011

Poesia di Antonio Guerrero 28-01-2010


Jueves, 28 de enero de 2010

Este origen de día sin rumbo

que sujeto al viento de la vida

sobre mi esparce luz de aurora

nunca es perdida, sino ganancia.

Esta sucesión de atardeceres

sin fragancias ni ecos ni colores

que fija mi sustancia imperfecta

nunca es perdida, sino ganancia.

Este tiempo cargado de pausas

que no deja mi amor madure,

crepúsculo en un paraje oscuro

como una vereda interminable

entre sombras que crecen y tiemblan,

nunca es perdida, sino ganancia.

Questa origine di giorni senza rotta

esposta al vento della vita

che sparge su di me luce d'aurora

non è mai danno, ma beneficio.

Questo succedersi di tarde sere

senza fragranze né echi né colori

che la mia sostanza imperfetta fissa

non è mai danno, ma beneficio.

Questo tempo carico di pause

che non lascia che il mio amore maturi,

crepuscolo in paraggi oscuri

come sentiero interminabile

tra ombre che crescono e tremano,

non è mai danno, ma beneficio.

giovedì 27 gennaio 2011

Poesia di Antonio Guerrero 27-01-2010


Miércoles, 27 de enero de 2010

Cuando cierran la puerta de hierro

silbadores vientos de huracán

encima se me echan y me apagan

el candil, parpadeando en mis manos.

La celda se vuelve una laguna

en la que yacen palomas muertas

y por mi trepa su olor a espanto

como si las sombras me embistieran.

Con mi inofensivo corazón

desgarro el silencio congelado,

adelgazo ausencias prolongadas

hasta que la larga noche pasa

y todas las tinieblas se esfuman

envueltas en la luz matutina.

Quando chiudono la porta di ferro

sibilanti venti di uragano

mi si fanno addosso per spegnere

il lumino, che tra le mie mani infatti sfarfalla.

La cella diventa una laguna

dove giacciono colombe morte

e su di me si inerpica il suo fetore di paura

come se le ombre mi assalissero.

Con il mio cuore inoffensivo

squarcio il silenzio congelato,

assottiglio assenze prolungate

fino a che la lunga notte passa

e tutte le tenebre sfumano

avvolte nella luce mattutina.

mercoledì 26 gennaio 2011

Poesia di Antonio Guerrero 26-01-2010


Martes, 26 de enero de 2010

Sucede que la injusticia sigue.

Sucede que llevo caja negra.

Sucede que soy yo quien lo dice.

Sucede que quisiera que me creas.

Sucede que vuelo sin temores.

Sucede que sacudo mis venas.

Sucede que dos soles se cruzan.

Sucede que oscurecen las piedras.

Sucede que el olor no es de campos.

Sucede que mi hora tiene dueño.

Sucede que se unen las paredes.

Sucede que un hermano sonríe.

Sucede que me nace en el pecho

una serenidad y sucede.

Succede che l'ingiustizia prosegue.

Succede che le manette sono molto strette.

Succede che sono io quello che lo dice.

Succede che vorrei che mi credeste.

Succede che volo senza timori.

Succede che scuoto le mie vene.

Succede che due soli si incrociano.

Succede che le pietre si fanno scure.

Succede che questo odore non è di campagna.

Succede che il mio tempo ha un padrone.

Succede che le pareti si uniscono.

Succede che un fratello sorride.

Succede che mi nasce in petto

la serenità, e succede.

martedì 25 gennaio 2011

Poesie per rompere silenzi


'' La mia permanenza nel Centro di Transito Federale in Oklahoma è stata
lunga . Diciotto giorni, isolato, in una cella del cosiddetto ''buco'', giorni che mi sono sembrati un'eternità.
Con pochissima carta e piccolissime matitine, mi misi a scrivere il diario di quelle giornate, così come un gruppo di lettere personali e molto speciali, nate in quella solitudine, dove, parafrasando versi di Juan Ramón Jiménez, direi: “Sei dio del tuo petto, sei solo Universo, sei uno al tuo centro”.
Solamente una parte di quel diario e una delle nove lettere scritte arrivarono a destinazione. Per me fu un gran dolore quello che era potuto succedere, e feci ricorso alla poesia per rivivere i momenti di quell'isolamento e, in qualche modo, rimediare all'irreparabile perdita. Dal 3 al 16 di marzo, ormai di nuovo a Florence, sono nate queste poesie, in forma di diario, che suggerisco di leggere come un solo poema (come si dice si debbano leggere i famosi sonetti di Shakespeare, facendo salva la gran differenza tra quell'opera classica e questa modesta creazione). Per questo poemario decisi di scrivere versi decasillabi con rima libera, nella quantità di versi tipica del sonetto. Il mio obiettivo non è la ricerca della bellezza rítmica o della perfezione della strofa, e nemmeno di creare qualcosa di nuovo. La mia pretesa è di portare il lettore fino agli angoli più segreti della mia anima in quei giorni di ingiusto e totale isolamento, anche
se, come direbbe Darío: “la mia protesta resta scritta” contro il trattamento e la inusuale perdita”.


Così ci parla Antonio Guerrero Rodriguez, il nostro Tony, uno dei Cinque, i prigionieri cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti, di uno dei suoi poemari piu' dolorosamente concepito: parliamo di "Un lugar de retiro", che fu pubblicato lo scorso anno, grazie ad un'iniziativa della Casa Editrice Vigìa della città di Matanzas a Cuba.

Commosso dalla grandezza umana che emanano questi versi, Silvano, un amico di Cuba e dei Cinque, ha avuto la felice idea di dare vita all'iniziativa di pubblicare in Internet – nel maggior numero di siti e e tradotti nel maggior numero di lingue possibili – le poesie che Tony ha scritto riferendosi ad un periodo di diciotto giorni trascorsi in una cella di isolamento y che in seguito avrebbero prodotto il libro ''Un lugar de retiro''.

La proposta è di pubblicare ogni giorno per diciotto giorni, a partire dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio 2011, su blogs, facebook, siti internet o di inoltrare tramite liste di distribuzione e altro, il poema corrispondente a quel giorno, scritto da Tony un anno prima, cioè fra il 26 gennaio e il 12 febbraio del 2010. In italiano, inglese, francese, portoghese e persino in russo e bulgaro, le poesie di Tony solcheranno il cyberspazio, demolendo muri di silenzio.

Possa essere questo un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

Vi diciamo con le parole di Tony:

'' Stanco, non mi arrendo.

Ferito, non sanguino.

Tanta fatica, tanti dolori:

li calmo con l'amore dei miei sogni,

materia invincibile

che i guardiani non sanno riconoscere''

Vi invitiamo a partecipare a questa nuova azione poetica. ''Poesie per rompere silenzi'' in solidarieta' con i Cinque e, in maniera particolare, in omaggio a Tony Guerrero, un uomo che nelle piu' terribili circostanze non ha mai perso il suo coraggio e il suo sorriso.

lunedì 6 dicembre 2010

Capitalismo fuorilegge?

Dal sito Movimento Anticapitalista per il Socialismo

Capitalismo fuori legge?

Stiammo assistendo a degli eventi che se non fossero tragici rasenterebbero la comicità. Il capitalismo ha miseramente fallito dopo che si era illuso di aver sconfitto il comunismo, ma proprio questa presunta vittoria ha mostrato tutti i limiti e l'insosteniblità del sistema. Infatti senza più una forte opposizione interna il capitalismo ha potuto svilupparsi in tutta la sua essenza ed il risultato è che si sta assistendo alla sua autodistruzione. In questi anni si sono infatti accumulate ricchezze vergognose mentre si è assistito al totale abbandono delle classi più povere ed all'impoverimento del ceto medio. La parte ridicola della questione è che ci troviamo di fronte ad un maldestro tentativo di uscire dalla crisi attuando le stesse misure che l'hanno causata. I governi dei paesi occidentali che si trovano ad affrontare difficoltà economiche di proprzioni gigantesche, anzichè attuare misure atte a redistribuire il reddito per far ripartire l'economia, stanno iniettando montagne di denaro a sostegno delle istituzioni economiche e finanziare che hanno generato la crisi addosandone i costi alle classi a reddito fisso che sono notoriamente le più povere. In questa maniera non si fa che alimentare la spirale che ha portato alla situazione attuale.
Se entriamo nel merito delle questioni che riguardano il nostro paese ci si può rendere conto dell'insostenibilità del sistema che premia esclusivamente i prepotenti, gli arroganti, i furbi e le mafie di ogni tipo che da nord a sud impongono il loro volere sull' economia e sulla vita dei cittadini. Stiamo assistendo ad una ridicola contesa tra i banditi che stanno al governo, tra chi ne esce dalla porta per cercare di rientrare dalla finestra e chi utilizza i potenti mezzi di informazione che ha a disposizione per cercare di nascondere la tragica realtà che stiamo vivendo. Dulcis in fundo, abbiamo un'opposizione che non è in grado di raccogliere il disagio dei cittadini e di indirizzarlo verso soluzioni alternative, un'opposizione che nemmeno si sogna di criticare il sistema ma che vorrebbe solamente approfittare della situazione per sostituirsi agli attuali governanti.
Ma è proprio il sistema che è andato in crisi, e la prossima crisi sarà ancora peggiore! Il capitalismo non può trovare soluzioni all'interno di se stesso in quanto sistema criminale che sta distruggendo il pianeta e schiavizzando gli individui. Perchè è proprio questa la realtà che ci circonda, stiamo viverndo tempi cupi, la dittatura del capitale ha ridotto l'uomo in condizioni di vita inaccettabili e lo costringe a subire ogni tipo di sopruso. Per potere accedere ad un posto di lavoro che non è più tutelato e che viene retribuito con salari da miseria assoluta, un lavoratore deve rinunciare alla sua dignità.
Il capitalismo e l'imperialismo stanno mettendo a ferro e fuoco il pianeta, si stanno consumando inesorabilmente le risorse e si impongono condizioni di vita peggiori dei tempi dello schiavismo. Le condizioni di vita disumane sono in continuo aumento, sopratutto nei paesi ricchi che non vogliono sentire ragioni e vorrebbero continuare a dominare il mondo per assecondare i propri interessi mentre al suo interno le diseguaglianze aumentano in maniera esponenziale. Ma le condizioni di vita sono ancora più disumane in quei paesi che continuano ad accettare le imposizioni dei paesi ricchi a causa di governanti indecenti che per i loro tornaconti personali non disdegnano di sacrificare i loro popoli agli interessi del moderno schiavismo. L'altra faccia della medaglia è rappresentata dai paesi in via di sviluppo che hanno deciso di intraprendere percorsi autonomi o che, ancora meglio, hanno scelto la strada dell'integrazione regionale e del libero scambio tra paesi che vogliono vivere in amicizia scambiandosi conoscenze ed esperienze.
Da qualsiasi angolatura lo si voglia esaminare il capitalismo non può che essere considerato come un sistema violento, autoritario, ingiusto e criminale. Da quì non può che sorgere una domanda: ma è ancora possibile accettare che questo sistema possa continuare ad agire indisturbato? Non è ancora giunta l'ora perchè venga processato, condannato e messo al bando? Ne va del futuro del pianeta e degli esseri che lo popolano.

L'unica alternativa al capitalismo imperialista rimane il socialismo, un socialismo moderno che tenga conto della storia e della cultura di ogni popolo ma che coniughi libertà, giustizia, uguaglianza e fratellanza tra i popoli.

giovedì 4 novembre 2010

Chi reprime chi?

In questo video vengono descritte le leggi per le quali i cosiddetti "dissidenti" cubani sono stati condannati e le corrispondenti leggi dei paesi cosidetti "democratici". La comparazione è molto interessante e mette in chiaro le manipolazioni mediadiche riguardo alla questione dei diritti umani. Chi reprime chi?

Cliccando su titilo si può visionare il video. Buona visione.