domenica 1 giugno 2008

Eduardo Galeano: Come si spiega che è più importante alimentare le auto che le persone?


Il grande intellettuale e scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, in occasione della presentazione alla Casa de Amèrica di Madrid del suo ultimo libro, ha rilasciato un'intervista a Roberto Montoya, per il quotidiano Rebeliòn. "Come si spiega che è più importante alimentare le auto che le persone?" si chiede Galeano.

"Visti dall'alto tutti gli uomini siamo dei nani, dal basso sembriamo giganti, per questo è importante guardarsi orizzontalmente, dal lato dell'uguaglianza, rispettando la diversità, che è la più grande ricchezza che abbiamo". Galeano dice che il cancro contro il quale ha dovuto combattere fino a poco tempo fa gli ha impedito di seguire i suoi impegni abitudinari, però gli ha dato molto tempo per tessere le 600 piccole storie che racconta nel suo nuovo libro. E' un filo misterioso come quello che tante volte ha utilizzato per scrivere una quarantina di libri per dare unità, armonia e coerenza a storie apparentemente tanto diverse come parlare in una stessa opera di Aristotele, George W. Bush, Barack Obama, Maometto, Don Chisciotte, Mark Twain, l'ambiente, la donna, l'immigrazione, il libero mercato e mille altre cose. Temi profondi raccontati con sensibilità e con un'immancabile presenza di ironia ed umorismo. "Non prendere sul serio ciò di cui non puoi ridere, mi consigliò una volta un amico brasiliano", dice sorridendo questo narratore instancabile. Quando nel 1971 pubblicò una delle sue opere più emblematiche, Le vene aperte dell'America Latina, in quella regione ebbero inizio un'ondata di colpi di Stato e sanguinose dittature militari. "In nome della libertà del mercato limitarono la libertà della gente. Il libero mercato significò per Milton Friedman un Premio Nobel, e per paesi come il Cile, un Pinochet". "Erano dittature nate per mutilare il popolo" prosegue" per annichilire i più pericolosi di un'intera generazione e la loro volontà di cambiamento. Avevano paura che questa energia di cambiamento potesse tradursi in un reale pericolo per i loro interessi". Galeano è ottimista sulla nuova situazione in America Latina. "Negli ultimi anni per fortuna sono nati governi con volontà di cambiamento, stanno incominciando a fare cose, è molto diverso il panorama politico latinoamericano, perchè perchè il Latinoamerica è un regno della diversità, e questo è il meglio che ha. Siamo riusciti a riunirci ed unire questa energia di cambiamento per generare la possibiltà di difenderci meglio. Eduardo Galeano è critico con alcune attitudini dei governi europei verso questi processi. "Sottolineo il tema della diversità perchè in Europo non si smette di non voler capire. Non è sempre facile vedere e capire questa diversità da fuori. Ed ancora più difficile è vederla con gli occhi delle nazioni che sono state dominanti durante il periodo coloniale e che in qualche modo continuano ad esserlo. Disprezzano quello che ignorano, disconoscono qual'è la vera realtà di paesi sui quali si sentono tutt'ora in diritto di emettere sentenze, dire questo è giusto, questo è sbagliato, questo è democratico, questo no". "Quando si dicono cose secondo le quali la Bolivia è un paese ingovernabile, o incomprensibile, in realtà vogliono dire che è un paese invisibile per i loro occhi, occhi avvolti in ragnatele coloniali, che gli impediscono di vedere". Questo etrno giovane ribelle, capace come pochi di agrregare in questi giorni attorno al suo libro
1500 persone, in maggioranza giovani, nelle sue presentazioni in Galizia e Catalogna, dice che vuole "dimostrare la diversità del mondo, che è una diversità negata dal potere, perchè lo sguardo del potere è invalidante dell'arcobaleno terrestre. Questo ha molti più colori di quelli che gli riconoscono". "Che autorità possiedono paesi che nemmeno hano fatto autocritica di essersi arricchiti in passato con la schiavitù?", domanda Galeano. "Si vuole nascondere che la vendita di carne umana durò tre secoli; fu l'affare più prospero delle corone europee". E nel suo libro Galeano relaziona questo passato con l'intolleranza attuale, intolleranza verso l'altro, verso l'omosessuale, verso l'immigrante, intolleranza verso quello con colore diverso della pelle. "E se adamo ed Eva fossero stati neri?" si chiede nel libro. "Perchè noi esseri umani veniamo tutti dall'Africa, in questo non c'è divergeza tra gli esperti. Siamo tutti africani emigrati, e quello che si occupò del fattore colore è stato il Sole, ed imbiancò quelli che si allontanavano dal luogo di origine, che era l'Africa". Eduardo Galeano riconosce che si è andati avanti nei diritti delle donne nel mondo, "o in parte del mondo, in maniera molto diseguale, però non perchè noi maschi glie li abbiamo regalati ma perchè loro li hanno conquistati con un percorso molto duro". Però avverte: "Tuttavia sono viste dall'ideologia dominante come oggetti di proprietà maschile. La forma più ripugnante della proprietà privata è la proprietà delle persone, come quello di vedere la donna quale proprietà dell'uomo". Lo scrittore uruguaiano mette la lente pure nel "regno del petrolio" e il problema del biocombustibile. "Per gli Stati Uniti fu un errore di Dio mettere il petrolio sotto le sabbie del Medio Oriente, invece di mettrlo dove doveva". "Il petrolio continua ad essere il re dei prodotti. La stampa europea dedicherebbe tanta importanza a Chàvez, come un Satana sempre disponibile, se il Venezuela invece del petrolio esportasse lattuga?". E altrettanto dice dell'Iran: "Ora va a finire che le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki le buttò l'Iran, ma no, le buttò nientemeno che un Governo democratico degli Stati Uniti". Galeano conclude: "Il mondo gira attorno a sua maestà l'auto. Come si spiega che importa di più alimentare le automobili che la gente? Se il petrolio è insufficiente o molto caro, andiamo a dargli da mangiare soia, mais, zucchero. Qual'è il membro più importante della famiglia? Senza dubbio quello che dorme nel garage".

40 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellisimo articolo, Grande come sempre Galeano.
Ma perchè quando si parla di cultura e di grandi personaggi nessuno commenta? Che sia un segno dei tempi?
Mario

Eliolibre ha detto...

Scusa Mario per il ritardo nel risponderti ma in questi giorni non ho avuto tempo per viaggiare in internet. Interessante la tua domanda, anch'io me la sono fatta spesso. In questo modesto blog, che tra l'altro meriterebbe maggior cura da parte mia, i commenti aumentano solo quanto il discorso cade sul confronto-scontro tra sostenitori della Cuba Paradiso e quelli della Cuba Inferno. Io ho sempre evitato che si accendessero questi scontri per cercare di portare l'interesse verso la realtà cubana che in Italia, come in gran parte del mondo, è completamente travisata. Parlare di Cuba seriamente non può che voler dire parlare di cultura,e quì purtroppo gli animi si spengono. Il perchè, a mio parere, è dovuto alla disastrosa situazione culturale in cui è sprofonfdato il nostro Paese. Basta solamente seguire i dibattiti televisivi per renderci conto in che mani siamo finiti.
Per questo auguro a Cuba di continuare sulla strada della diffusione culturale. MENO CONSUMI PIU CULTURA!!!!!! Anche perchè a beneficiarne non sono solo i cubani, qualche riflesso arriva fin quì.

Eliolibre ha detto...

Riporto uno scritto del mio amico trovador Ariel Dìaz, meriterebbe un post a parte ma per la fretta mi limito a pubblicarlo quì, purtroppo solo in lingua spagnola, sempre per lo setsso moptivo. Penso comunque che possa essere un interessante argomento di discussione.

Prohibición barata y chancletas de goma

La Habana es una ciudad dentro de cada cual. Durante muchos años y, a pesar de los censores cotidianos, o el rechazo de alguna abuela, nos hemos permitido ciertas libertades individuales a falta de otras más complejas y más difíciles de reclamar. Hemos tenido sexo en sus parques; nuestras hembras, únicas y dominantes, se soltaron los senos bajo el calor insoportable de esta isla y acortaron sus faldas “que ya eran cortas para sus padres”. La propia revolución permitió que las niñas abandonaran las asépticas casas del Vedado convocadas por las movilizaciones a la agricultura o las milicias haciendo brotar hijos negros y blancos y azules. Por encima de un terrible pasado han brotado las melenas masculinas y los drelos, los jeans y las sandalias, con grito de Rock n’ roll y Hip Hop; o un rotundo No a la homofobia enterrando de un golpe la intolerancia histórica.
Pero siempre están los Hacheros, como ya he dicho en una canción. Esos personajes invisibles y madrugadores que disponen el filo de su herramienta a tronchar, sin sentido ni compasión, nuestra siembra de pequeños y prometedores arbolitos.
El pasado miércoles 11 de junio asistí con unos amigos al popular cine Chaplin en el marco del Festival de cine francés. Maravillado como siempre con la afluencia de jóvenes a estas citas culturales que hacen, por un instante, que me olvide de los conciertos de cien y cincuenta cucs, nos dispusimos a entrar. De repente una mujer apostada en la puerta del cine, en actitud desafiante, nos impide la entrada por una razón que nos deja perplejos: “¡ella no puede pasar porque anda en chancletas de baño!” Nuestra amiga llevaba en sus pies unas sandalias tipo hawaianas, exitosa fórmula surgida en Brasil para los climas de calor que encabeza, incluso, lo más selecto de la moda europea y del diseño contemporáneo mundial. Ante nuestra reacción lógica por este atropello se nos apartó de la puerta sin ninguna explicación convincente. Sencillamente “son las regulaciones para entrar a los cines”.
Tengo muchas preguntas. En primer lugar, el nivel de subjetividad de estas absurdas medidas. ¿Hasta qué punto alguien se permite definir qué debemos llevar puesto, qué es lo correcto o no? ¿Quién tiene el derecho de redactar un grupo de medidas discriminatorias o rectoras de buena conducta? Por otra parte cabe preguntar qué pasa en caso de que alguien sea tan pobre que no tenga otros zapatos para ir al cine. En caso de que un director de cine francés se aparezca con unas “chancletas de goma” ¿Le impedirán pasar? o ¿Seguimos con diferencias entre cubanos y extranjeros?
En ese momento hicimos lo que haría cualquier cubano. Entramos, nos quitamos un par de sandalias, su propietaria se paseó descalza hasta la luneta con las luces encendidas sin que nadie reparara en su terrible delito y le llevamos las sandalias a nuestra desclasificada compañera para que entrara con ellas. Unas sandalias que solo se diferenciaban de las anteriores en su material. Estas eran de cuero. Por cierto, quien se las alcanzó tuvo que pagar de nuevo la entrada ante la sentencia de la portera: “Si sales no puedes entrar más”.
En el mismo instante de la “operación chancleta” otra asistente pedía que la dejaran pasar al baño a ponerse un pantalón ante la prohibición de entrar en shorts. Le negaron hacerlo con la siguiente frase que quedará en los anales de la estupidez humana: “Si te dejo entrar me van a regañar, cámbiate aquí en la puerta”. Nos preguntamos ¿qué hubieran hecho si la muchacha se desnuda en la puerta delante de todos, para cambiarse?
Pero, justamente, este es el verdadero problema, hacer lo que siempre hacemos. ¿Hasta cuando los cubanos vamos a solucionar nuestras dificultades sorteando los obstáculos? ¿Cuándo vamos a plantar y reclamar, en el acto, nuestro derecho a ser diferentes? Nos maltratan impunemente en todas partes. Nos timan, nos mienten, nos humillan cotidianamente; directores, taxistas, jefes, políticos de poca monta, custodios, secretarias, parqueadores y seguimos actuando de la misma manera: dicharacheros, folclóricos, bailadores, bromistas…dóciles.
Estas “leyes” no son otra cosa que el reflejo de la intolerancia y lo que algunos llamamos el pataleo de la neo-derecha cubana. Sombras que pretenden apagar la claridad sin saber que nuestros candiles son de luz martiana y revolucionaria. Lo de “chancletas de baño” es solo la apreciación de “alguien”; es superficial. Yo podría bañarme con botas y me dejarían entrar con ellas.
Todos los que hemos sido afectados por estas y otras arbitrariedades similares merecemos una respuesta con seriedad, una disculpa, un “nos equivocamos”, un “se nos fue la mano”. Estamos conscientes de que en un local de este tipo no debemos permitir el acceso a personas con conductas impropias, sin camisa, en estado de embriaguez o portando botellas de ron o armas blancas, no somos tan irresponsables; pero tenemos que dejar de creer que el vestuario que elegimos con entera libertad es síntoma de determinada conducta. El aspecto de nadie presupone su actitud ni su pensamiento. Esto es un error que debemos extirpar de una vez y por todas de nuestra sociedad. Pudiéramos preguntarles a estas “autoridades cinematográficas” cómo es posible que no podamos entrar en el cine con las susodichas en los pies y sin embargo estos mismos cines de la capital están plagados de acosadores sexuales, los popularmente llamados “tiradores” perfectamente identificables, asiduos, persistentes, perpetuos itinerantes de los asientos en penumbras; por cierto, adecuadamente vestidos.
Estas parecen ser no más que palabras. Alguien dirá que son en vano, otros no estarán de acuerdo conmigo pero estoy seguro de que alguien se verá reflejado en estas letras.
Por un instante, mientras miraba el delicioso filme París 1936, donde un grupo de ciudadanos reclamaba el derecho a su espacio en un pequeño teatro del arrabal de París, tuve la visión de una multitud de jóvenes, heterosexuales, gays, lesbianas, rockeros, ricos y pobres quitándose todos los zapatos en acto de solidaridad y unión con nuestra amiga, entrando hermosamente descalzos al cine Chaplin, nuestro cine, el del pueblo.
Ariel Díaz

Anonimo ha detto...

Galeano, uno dei tanti parolai che fanno i soldi vendendo libri agli imbecilli. Se non fosse per il capitalismo saremmo ancora all'età della pietra.
Almirante

Eliolibre ha detto...

Bravo Anonimo! Non mi resta che complimentarmi con te, hai dimostrato come la propaganda capital-imperialista sappia distorcere la realtà. Poi con quella firma non potevano esserci dubbi su quello che hai nella testa....

Anonimo ha detto...

il tuo amico ariel forse fa' finta
di non sapere che in ciabatte,infradito
o sandali,neanche in gelateria si entra.a cuba.
nei ristoranti ,piano bar si deve entrare con camicia a maniche lunghe,magliette con il colletto,scarpe che non siano da ginnastica....ecc
che tremenda critica al sistema cubano!!
frank zappa

Eliolibre ha detto...

Il mio amico Ariel dice che non hai capito una mazza di quello che ha scritto. Io condivido.

Anonimo ha detto...

Ottima risposta Eliolibre, quando si vuole solo provocare anzichè dibattere si merita solo disprezzo.
Ma perchè qualcuno fa sempre finta di non voler capire? Forse sono gli stessi che mandano al Governo la peggior feccia e fingono di non capire che ci stanno prendendo per i fondelli. Fino a quando riusciranno ad ottenere il consenso della maggioranza degli italiani, il destino dell'Italia è irrimediabilmente segnato.
Mario

Anonimo ha detto...

bravo mario!benvenuto a questo deserto di blog.
anche se non hai detto niente,va bene.forse tu potrai dare la risposta,se sei di sinistra.
perche dopo la vostra lussuria ci hanno messo la russa?
lussuria-la russa sembra un anagramma!
elio...perche non hai regalato al tuo amico cubano ariel le tue scarpe da ginnastica?a me le chiedono sempre....cosi magari la prossima volta lo faranno entrare,sin problema.
il prezzo alla libra del riso è passato da 3,5pesos a 10 al mercato nero,mi piacerebbe sapere da ariel se questo lo sfiora,magari ci puo fare una canzone con elio al coro..sarebbe bello.
frank zappa

Anonimo ha detto...

Ma non ti vergogni, villano che non sei altro. Elio per favore, non lasciare che questo schifoso venga ad imbrattare questo bellissimo blog, leggere certe frasi fa veramente pensare che l'umanità sia veramente arrivata alla fine della sua storia.
E lascia stare Frank Zappa coglione di m...a, si rivolterà nella tomba a sapere che un vile come te osa usare il suo nome.
Mario

Eliolibre ha detto...

Mario, ti rispondo con un pezzo tratto da una risposta che ho appena lasciato sul post successivo ad un amico che come te si preoccupa di questi squallidi personaggi. Appena oggi un frequentatore del blog mi ha avvertito sull'identità di questi personaggi. Se vuoi leggere tutto quanto lo trovi sul post successivo a questo, altrimenti basta qesta trascrizione perchè ti renda conto con chi abbiamo a che fare e perchè ti dico di non preoccuparti, io con questi personaggi ho a che fare spesso, un blog che vuole sfatare le vili menzogne dei nostri media al servizio dei loro padroni è ovvio che venga aggredito dai loro squallidi e, spero, incoscenti emissari. Spessso cancello le loro vigliaccate, a volte le lascio a monito della lora cialtroneria.
Eccoti un pezzo della risposta di cu dicevo:
"Tra l'altro un uccellino mi ha suggerito che questo squallido personaggio è lo stesso che scrive, sempre con diversi nick, su un blog dedicato a Cuba tenuto da un italiano che conosco e che lavora all'Avana. Ho smesso di frequentare quel blog, dopo avergli comunicato i motivi della mia decisione, due anni fa, per la nausea che mi procuravano certi commenti. Lui mi disse di avere tentato in qualsiasi modo di evitare che questi personaggi si impadronissero del blog, ma che ha dovuto rinunciare altrimenti non gli rimaneva che chiuderlo, e sarebbe un vero peccato perchè lui ci mette l'anima e spesso posta notizie interessanti. Poco fa sono andato a fare visita a quel blog oramai dimenticato, e devo dire che l'amico che mi ha scritto ha ragione, si trovano gli stessi modi di argomentare, le stesse frasi, lo stesso stile e lo stesso modo di scrivere, misero, da quinta elementare superata a vent'anni, stessa punteggiatura, stesso squallore. Sono gli squallidi e spesso incoscenti diffusori di quella cultura di morte, di denigrazione dei valori etici e morali e dell'affossamento della cultura umanista che stanno portando il nostro pianeta alla catastrofe."
Hasta luego amico, venceremos

ingapirca ha detto...

Grazie Elio per questa intervista del grande Galeano. Posso postare il tutto sul mio blog, che ha l'ambizione di dare qualche vera informazione agli amici sull'America Latina?
Mi spiace non scriverti l'indirizzo, ma preferisco non condividere certi tuoi ospiti villani...
Un caro saluto, Nick
ingapirca@libero.it

Anonimo ha detto...

mario ma scrivi come elio...
hai usato la parola "vergogna e villano".
non ho capito i punti di cui mi devo vergognare.magari se iniziamo a dibattere mi potrei stancare e abbandonare il blog.
pero dovete ammettere che non sono mai volgare,voi ci provate a offendere ma io sono qui...tranquillo e calmo.
per quanto riguarda i nick non sono io il personaggio che li cambia.ho la terza media sono cattolico e sono un artigiano,magari vi aiuta un pochino di piu per l'identikit.
frank zappa

Eliolibre ha detto...

Non prendermi per fesso per favore, hai appena scritto sul post successivo firmandoti Huber Matos. Anche un bambino di tre anni è in grado di capire che l'autore è lo stesso, commetti errori grammaticali tanto stupidi ed evidenti da non lasciare alcun dubbio. E questo conferma quanto ho detto nel precedente intervento. Indipendentemente dalla religione e dal lavoro che fai, ripeto senza timori che ti stai comportando da vile. Il tuo identikit non interessa a nessuno, anche se è evidente. Forse faresti meglio a smettere ed attenerti ai principi di questo blog, che non voglio continuare a ripetere.
Adios.

Anonimo ha detto...

anche tu commetti degli errori grammaticali,ma sinceramente non me ne frega niente,so'anche del num ip o id come si chiama.
il punto è che tu e mario non avete niente da dire,dunque vi soffermate sui difetti fisici-non fisici a questo punto-del tipo "ah ciccione lardoso"oppure"ah pelato ma vedi 'da 'nnattene!!"o si no(...cosi ti soffermi ancora)"ah 'mbecille ma che nun ce 'llhai l'occhi pe vede!?"
cuba non è esempio a nessuno,il socialismo che tu proponi,appoggiato da 4 dementi,è
il fallimento definitivo.
mentre tu parli degli sforzi che hanno compiuto i cubani(?)per migliorare la "societa'",gli stessi stanno facendo dura critica a cio'che hanno fatto.
ma non vi informate?
mi gonfia di orgoglio sapere che io ho uno stile.
scusa se sono un proleterio auto-didatta.
forse è frutto del tempo ,che non ho,e degli sms....mica lavoro in un ufficio con aria condizionata!
ho visto cose laggiu'che sono degne di una nuova sommossa,contro i falsi profeti.vedere un intero popolo che non ha neanche l'accesso alla semplice informazione,alla liberta'di impresa(che non significa nestle'-mcdonald's o altro)tipo microcrediti che in india stanno riscuotendo grande successo(qualcuno lo ha ipotizzato per cuba....ma vi lascio solo "ipotizzato")mi riempe di rabbia!!
di riflesso,quando qualcuno parla di cuba come fate voi non posso che intervenire con fatti ,nomi,luoghi e numeri che voi sistematicamente non siete in grado di contobbettere.
frank zappa

Eliolibre ha detto...

Cerca di intervenire con un poco di decenza e non renderti ridicolo. Almeno per la tua dignità cerca di smetterla di scrivere come un idiota. Si può essere "proletari autodidatti" senza perdere la dignità.
Comunque ti avverto che non accetterò più simili discussioni, questo sito non merita tanta indecenza.
Adios

Celia ha detto...

Dai Frank Zappa aspettiamo i tuoi dati statistici così poi forse possiamo discuterne in modo decente.

Ps. Anch'io sono una demente (e felice di esserlo)! ;-)

Eliolibre ha detto...

Ciao Celia, se tu sei demente, Viva la Demenza!

Celia ha detto...

Eliolibre, ;-)

Anonimo ha detto...

tu, mario e celia,non avete tanto da dire.benvenuta celia.
augurarsi un mondo dove tutti sono poveri è proprio da dementi.
il consumismo non mi riguarda,io sto attento anche quando mi lavo i denti per non consumare acqua..figuratevi!!
dunque i "problemini"cubani bisogna conoscerli prima di dare giudizi.
tu celia stanne fuori,oppure prenditi una vacanzina e zaino in spalla pedala per le provincie cubane.
uno come fidel ce lo siamo levati di torno dopo 20 anni!!che sono molti!!!
frank zappa

Eliolibre ha detto...

DEFICIENTE VILLANO! la vuoi smettere di scrivere vigliaccate, come ti permetti di venire quì ad insultare una visitatrice del blog ed invitarla a starne fuori. MA SEI SCEMO??????. Non ti permettere un'altra intrusione di questo tipo in questo sito, se sei un ossesso curati ma non venire più in questo spazio a scaricatre la tua idiozia! OK?

Celia ha detto...

caro Frank devi essere un veggente se sai chi sono, cosa faccio e dove vado.
Cuba la conosco e ne parlo per questo, altrimenti starei zitta o al massimo farei domande vista la mia curiosità.

Meglio un mondo ugualmente povero che un mondo in cui la ricchezza è in mano al 4% del totale.
Con la redistribuzione della ricchezza staremmo tutti meglio, non tutti peggio.
Non aver paura nessuno qui verrà a toglierti il tuo pezzo di pane dalla bocca, almeno, non per ora.
La differenza è che qui non avrai nessuno che ti aiuta a parte, forse, finchè esistono, qualche associazione di volontariato.
Pensaci.

Celia ha detto...

Grazie Elio.
So trattare con gente maleducata, purtroppo la maggior parte.
Quando si renderanno conto che il capitalismo ha fallito, ucciso, affamato e assetato la maggior parte del mondo, spero per loro non sia troppo tardi!

Eliolibre ha detto...

Fosse solo una questione di maleducazione, purtroppo è la conferma che la cultura fascista in Italia ha sempre più consenso. E se una parte della popolazione ne è incosapevole, molti, tra cui quelli che scrivono quì, sono invece convinti sostenitori di una società classista e sfruttatrice, sanno che i Paesi ricchi affamano il resto del mondo e che all'interno degli stessi le sacche di povertà sono in continuo aumento. Purtroppo sanno quel che fanno e quali sono le conseguenza della politica occidentale "libera e democratica". E' che i fascisti sono fascisti e basta, purtroppo dopo la liberazione ai partigianni venne ordinato di consegnare le armi e le conseguenze non sono tardate ad arrivare. Bene ha fatto invece Fidel a non smettere la sua divisa militare, le conquiste vanno difese ogni giorno. Altrimenti tornano....

Celia ha detto...

Per la rivoluzione bisogna lottare ogni giorno, per Fidel questo è un punto fermo, come la battaglia delle idee, soprattutto ora che la globalizzazione sta arrivando anche a Cuba.
E' una rivoluzione culturale quella che ci vuole qui in Italia.
Credo che se è vero che c'è tanta gente consapevole di ciò che accade nel mondo, c'è anche tanta gente volutamente tenuta all'oscuro dai media e dalle lobbies perchè dall'ignoranza non può nascere nulla di buono, nessun sentimento di consapevolezza, nessun sentimento di solidarietà e nessuno che dice "potrei esserci io al posto di coloro che muoiono di fame".
In fondo è solo una "fortuna" essere nati in un paese sviluppato grazie anche ai saccheggi succeduti dal colonialismo al moderno neo-liberalismo (che poi sono la stessa cosa!)ma non ci pensa mai nessuno.

Eliolibre ha detto...

Amare considerazioni le tue, celia. Pertroppo sono la triste realtà. Se può consolarti oggi Eduardo galeano è stato insignito del peremio Mercosur per la cultura. Un buon segno.

Anonimo ha detto...

vi ricordo che storicamente i ricchi,che non avevano il pensiero del pane quotidiano,potevano guardare le stelle,fare poesia o della musica,studiare il corpo umano e le malattie dell'uomo.
dunque essere "ricco"(io sono in crisi economica da quando sono nato)è un dono divino.
essere sciocchi è una scelta,cara celia.
su cuba ancora non hai detto niente di vero,ti posso aiutare dicendoti dei cartelli che ultimamente sono apparsi a manzanillo-holguin-bayamo contro fidel.contro la fame che si taglia con il segone!!
subito la polizia si è adoperata per la rimozione,chiamando gli esperti per l'esame calligrafico......hahahaihihihuhu
(che menti diaboliche i comunisti)
questa notizia l'ho vissuta personalmente con il passa parola.
frank zappa

Eliolibre ha detto...

Bravo! Viva i ricchi che possono dedicarsi ai loro piaceri! Speriamo che studino anche il tuo caso, uno che "vede con il passaparola" è raro....
Almeno lascia stare Frank Zappa, non gli rovinare il sonno eterno.

Celia ha detto...

Sì, caro Frank, "ho visto con i miei occhi tramite passaparola" che Cuba è piena di gente affamata e sottopeso, le associazioni che si occupano di volontariato sono stra-piene di richieste per un posto letto per i tanti barboni accomulutati in città.
Data la fame, infatti i cubani sono sempre tutti tristi e incazzati, i bambini muoiono di fame tutti giorni abbandonati da tutti, famiglie e istituzioni, non vanno a scuola e per questo i cubani sono un popolo di ignoranti.
Se poi non dovessero morire di fame, sarebbero dilaniati dalle malattie che essa provoca, in quanto nessuno ti cura sul suolo cubano.

T'è piaciuta la "sciocchezza"?
Ti ricordo che anche l'ignoranza lo è.

Ti dirò una cosa che ti stupirà se cerchi bene di affamati ne trovi forse più in queste zone...
Saluti.

Eliolibre ha detto...

Celia, come ben sai non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, e quì ne abbiamo un bell'esempio.

Anonimo ha detto...

vissuta voce del verbo vivere non
ti confondere con "visto"!!
per fortuna che sono io quello della quinta elementare!?
cuba è pieno di gente che è sotto peso,tant'è che uno scrittore inglese,credo,elogio'la precaria condizione alimentere cubana.
pochi obesi pochi infarti pochi con problemi di colesterolo ecc ecc.
il fatto è che fece incazzare non poco i cubani e anche le persone intelligenti,mentre quelli come voi che vivono nella retorica ne decantano le virtu'...ancora!!
i barboni esistono nei paesi ricchi,ti puoi figurare nei paesi poveri!!cuba compresa!
fatti un giro come me in brasile-peru'-messico-bolivia-argentina a piedi,poi mi parlerai se cuba sta meglio!
ti farei vedere come vivono le persone sotto casa mia a cuba,gente che amo e stimo,nenche in un campo rom....e loro non se la passano poi cosi male!!!
BENVENUTA ANCORA TRA NOI BETANCOUR....
CHE FAI ELIO NON SPENDI NEANCHE UNA PAROLA!?

frank zappa...and the mothers of invention

Eliolibre ha detto...

No non spendo neanche una parola. Servisse a qualcosa....

Celia ha detto...

Sono stata a Cuba un gran numero di volte e non ho mai visto un barbone come non ho mai visto un bambino chiedere l'elemosina: credo non si possa dire lo stesso di Perù, Brasile, Cile e neppure Italia, purtroppo.
Mio marito che è cubano ha conosciuto un solo barbone in vita sua ed era una persona con problemi mentali che faceva dentro e fuori dal sanatorio, quindi non "un classico barbone".
Riguardo all'obesità credo che ti sbagli, essendo l'olio pagato in CUC per cucinare usano molto il lardo del maiale e questo provoca aumento del colesterolo e quindi problemi circolatori e cardiaci.
E comunque camminando per strada di gente come dire in carne se ne vede un bel pò. Mentre di persone sottopeso non he mai conosciute.

Io non ho mai detto che Cuba sia un paradiso, ha i suoi problemi come tutti i Paesi ed in più rimane comunque un paese del terzo mondo sotto embargo da 40 anni e non è uno scherzo.
Non capisco però quelli che la vogliono far apparire un inferno a tutti i costi quando è statistico il fatto che si viva meglio rispetto persino a paesi occidentali: c'è una % di mortalità infantile addirittuta inferiore agli usa e la speranza di vita è uguale a quella dei paesi occidentali.
Senza contare il resto.
Non capisco perchè questo non si possa riconoscere senza problemi.

Celia ha detto...

Io faccio i miei auguri alla Betancourt e alla sua famiglia.
Il motivo per cui Uribe ha deciso finalmente di provvedere alla sua liberazione è dovuto certamente al calo dei consensi nei suoi confronti e al fatto che con tutte le probabilità il voto del 2006 che l'ha reso Presidente sia invalidato.
Staremo a vedere, secondo me Ingrid deve stare molto attenta.

Eliolibre ha detto...

Non posso che condividere entrambi i commenti di Celia. Ma l'evidenza non a tutti è evidente....

Anonimo ha detto...

La tiranía es una misma en sus varias formas, aún cuando se vista en algunas de ellas de nombres hermosos y de hechos grandes. José Martí

Anonimo ha detto...

La ex candidata presidencial colombiana Ingrid Betancourt, rescatada de manos de las FARC por el ejército de su país, prometió orar para que la médico cubana Hilda Molina pueda salir de la Isla, informó este jueves una emisora argentina.

"Vamos a orar para que eso suceda, Dios nos oye. Vamos a orar por ella, para que pueda cumplir su sueño también", dijo Betancourt a un periodista de Radio 10, quien reconoció que uno de sus dos mayores deseos se había cumplido, hablar con ella "en libertad", y, el otro, estaba pendiente: entrevistar a Hilda Molina "en libertad".

Molina manifestó a la misma cadena de radio su alegría por la liberación de Betancourt y agradeció el respaldo de la franco-colombiana a su reclamo para salir de Cuba.

"Agradezco muchísimo lo que está haciendo (Betancourt)", remarcó la neurocirujana, al tiempo que reveló que "no pierde las esperanzas" de que el régimen de Castro escuche su pedido.

"Yo sé que voy a ver a mi familia cuando Dios quiera", sostuvo Molina.

Eliolibre ha detto...

Non c'è gran che da commentare, siamo alla solita propaganda che non intendo tollerare ulteriomente si questo sito IN QUANTO HO GIA' SPIEGATO PIU' VOLTE LA SUA FUNZIONE, certe propagande fatele sui siti idonei dove il sottoscritto non si sogna di intervenire, anche perchè quando c'ho provato sono stato immediatemente censurato.
Quanto a Hilda Molina uscirà da Cuba quando avrà tutti i requisiti richiesti, come succede in tutti i Paesi del mondo. Ingrid Betncourt è stata liberata dai dollari, come il sottoscritto ha sostenuto subito dopo la liberazione, e non dall'eroico Presidente colombiano, che dovrebbe essere processato per crimini contro l'umanità se vivessimo in un mondo giusto anzichè in un mondo dove i criminali sono più giusti....

Anonimo ha detto...

Ho appena letto l'articolo della figlia di La Guardia,sul blog dei cubani (in divisa verde).
dico che è vero e triste che un figlio debba pagare le colpe del padre(pare siano inventate,si dice che alti funzionari militari aspettano la morte di fidel per regolare i conti con raul.responsabile della morte di ochoa e la guardia..)
Sono d'accordo sul discorso della vendetta,ma per lo meno i figli che tacciano per sempre!!

FRANK ZAPPA

Eliolibre ha detto...

Proprio non sei capace di non scrivere cazzate?