venerdì 31 ottobre 2008

Con todo mi amor, Rita.

Sabato alle 8 ora cubana, le 14 in Italia, Cubavision Internacional manda in onda un interessantissimo documentario in omaggio alla figura di Rita Montaner dal titolo "Con todo mi amor, Rita". Oltre a Rita Montaner ci saranno Antonia Fernàndez, Bola de Nieve, Rosita Fornés, María de los Ángeles Santana, Gilberto Valdés, Sindo Garay, Alejo Carpentier, Gonzalo Roig, Luis Carbonell, Carmen Montejo, Nipón Sevilla y Reynaldo González, insomma il meglio della cultura cubana del secolo scorso. Chi è in grado di ricevere Cubavision Internacional, si trova anche in rete, non si perda questa opportunità, è un documentario della durata di un'0ra, veramente interessante per tutti coloro che amano la cultura in generale e quella cubana in particolare.
Per chi non la conoscesse riporto una breve sintesi della sua vita.

Il suo nome per intero era Rita Aurelia Fulceda Montaner y Facenda ma diventò famosa con il nome di Rita Montaner. Nata a Guanabacoa il 20 agosto del 1900, morì all'Avana il 17 aprile del 1958, ancora giovane per i nostri tempi ma a quell'epoca la vita media a Cuba non superava di molto l'età in cui Rita morì. A stroncare la sua esistenza fu un cancro incurabile. Conosciuta con il soprannome de La Unica, fu una delle più grandi artiste cubane e si cimentò con il teatro, la radio, il cinema e la televisione raggiungendo un notevole successo sia a Cuba che in campo internazionale. Figlia di un bianco e di una mulatta è cresciuta in un ambiente culturale misto tra cultura europea e cultura africana. Cominciò studiando pianoforte al Conservatorio Peyrellade dove a soli 13 anni ottenne la Medaglia d'Oro. Si è licenziata in canto, pianoforte e armonia nel 1917. In seguito si dedicò al canto anche se molti le pronosticavano un grande avvenire come pianista. Fu la prima voce femminile della radio cubana e divise la scena con le più prestigiose figure dell'arte cubana ed internazionale. Per la sua voce scrissero opere alcuni tra i più grandi compositori internazionali dell'epoca come nel caso di Gonzalo Roig con “Cecilia Valdés”, Moisés Simons con “El manisero”, Eliseo Grenet con “Ay Mamá Inés”, Ernesto Lecuona con “ El cafetal”, Gilberto S. Valdés con “Ogguere", e molti altri. Viaggiò con la sua arte in molte piazze del mondo, particolarmente in Europa e Stati Uniti. Fece storia la sua esibizione all'Olimpià di Parigi nel 1928, in seguito sostituì sul palcoscenico del Palace l'attrice Raquel Meller. Poi partecipò ad uno spettacolo con Josephine Baker e viaggiò nuovamente per gli Stati Uniti dove cantò in Wonder Bar, opera di Michael Jolson. Nel 1935 fu protagonista di uno spettaccolo diretto da Gilberto Valdès nel Teatro Principal de la Comedia. Quì interpretò temi come “Sangre Africana”, “Bembo”, “Tambó ”y “Oggere”. In seguito gira il film “Romance en el Palmar”. Nello stesso anno fu premiata come Regina della Radio. Protagonizza poi altri film come "María la O" nel 1949 e "La Única, nel 1954. Nel frattempo canta nel Cabaret Mulgoba con il famoso cantante cubano Bola de Nieve ed in seguito si esibisce per oltre nove anni nel famoso Tropicana.
La sua arte migliore la sviluppò come cantante lirica con grande abilità e versatilità interpretativa. Da Mama Ines, del 1927, fino a La Medium ed Il telefono, dell'italiano Gian Carlo Menotti, interpretate nel 1955. Oltre ad affermarsi come attrice, interpretò in modo delicato belle canzoni come "Canción azul” e “Siboney”, registrate nel 1928.
Sposata molto giovane con l’avvocato Alberto Fernández Díaz, tra il 1919 ed il 1921 mette al mondo rispettivamente i figli Domingo, Alberto e Rolando.
La sua voce corrosiva diede vita a personaggi femminuili satirici che infastidivano le alte sfere del regime cubano prerivoluzionario. Il suo programma radiofonico "La Chismosa" viene infatti sospeso dopo meno di un anno. La sua prematura morte non le ha dato il tempo di vedere il trionfo della Revoluciòn ma il suo “Pueblo”, immerso nelle ultime giornate della lotta di liberazione, ancora sanguinante in seguito alla repressione esercitata del regime di Fulgencio Batista, dopo il grande sciopero del giorno 9, dedica un’ora di tregua per assistere ai funerali della sua ineguagliabile ed amata diva.
Disse Miguel Barnet, famoso narratore, poeta e giornalista “La Montaner si ubica al centro di un movimento di valorizzazione nazionale senza precedenti. E’ la voce che definisce, che caratterizza lo stile, unitamente a Ignacio Villa (Bola de Nieve), suo pianista preferito, ai compositori Amadeo Roldán, García Caturla ed Ernesto Lecuona, al pittore Wifredo Lam e al poeta Guillén. Inspirata dagli insegnamenti del maestro dell’etnologia cubana Fernando Ortiz, Rita assume il titolo d’interprete degli elementi più validi della sensibiltà culturale cubana”.

54 commenti:

alessandro perrone ha detto...

Interessantissimo Elio, Cuba a un patrimonio culturale e artistico che non cessa mai di meravigliare.
Tempo fa ho letto un ottimo libro sull'argomento: "Cuba. Un'epopea meticcia" di Gonzáles Reynaldo della Giunti Editore, mi è servito a molto per capire il passato ed il presente.
La sua unicità, che per molti è solo l'essere un paese socialista, è soprattutto l'essere un patrimonio di culture, di umanità che merita solo ammirazione.
Forse anche il Brasile può vantare tale patrimonio, ma le proporzioni sono decisamente diverse.
Oltre a tutto, ed e moltissimo, credimi, devo a Cuba la conoscenza delle poesie di Mario Benedetti, ma in Italia non ho trovato nulla di suo, sai se esistono libri o antologie tradotte? Mi piacerebbe divulgarle tra i miei amici.

alessandro perrone ha detto...

Dall’ultima visita a Cuba, mi sono portato un paio di dvd di un attore satirico assolutamente irrefrenabile, si chiamo "Robertico", ha uno slang difficile da seguire anche per me, ma una volta "fatto l'orecchio" è una bomba d'ironia che assomiglia a quanto faceva un tempo Grillo, prima di fare il predicatore populista.
Robertico mette alla berlina molti stereotipi cubani, lo fa con pungente ironia e sfacciataggine senza pari.
Parla delle diversità razziali, dei campanilismi tra province e tra cittadini havaneri e campagnoli, cioè tutti gli altri, sull'omosessualità, sulla prostituzione, sulla presenza russa di un tempo e quella dei cinesi d’oggi.
E' divertentissimo.
Sull'omosessualità tema spinoso per l'incrollabile machismo cubano dice: "Un tempo era vietata, poi è stata tollerata, oggi è riconosciuta, domani sarà OBBLIGATORIA!"

Eliolibre ha detto...

Che fortuna averti incontrato Alessandro, sapere che nelle fabbriche esistono ancora persone come te solleva il morale. Cerca di "contagiare" più compagni possibile.
Del grande poeta e scrittore uruguaiano si trova molto a Cuba.
In Italia non credo sia facile trovare pubblicazioni sulla sua opera. Puoi trovare qualcosa sul sito dell'Editore Mauro Pagliai:
http://www.mauropagliai.it/
Bene hai fatto a parlare del popolarissimo Robertico, anche per smontare un'altro dei soliti luoghi comuni secondo i quali a Cuba non esiste la satira.

marco ha detto...

Sono d’accordo con Alessandro. Robertico è un grande comico (anche se ancora non all’altezza del grande Virulo, che da 20 anni lavora prevalentemente in Messico). E credo anche che la sua sia ottima satira sociale. Sociale, non politica. Robertico si fa beffe – come scrive Alessandro, dei gay e dei neri, dei pinarenos e degli habaneros, degli orientali. Così come a suo tempo, Virulo s’impegnò in satire esilaranti sulla vita della Posadas (gli alberghi dove i cubani vanno a fare l’amore quando non possono farlo in casa. Perché lo fanno con un’amante o, più spesso, perché in casa non c’è un posto dove possano fare l’amore in tranquillità). Ma evita – per ovvie ragioni di sopravvivenza - ogni tema politico. Così come la politica ha sempre evitato Virulo. Perché a Cuba il potere politico è, a tutti gli effetti, intoccabile. L’unico esempio di satira politica che io rammenti fu – esattamente venti anni fa – la messa in scena dell’adattamento di una commedia ungherese dal titolo “La opinión publica”. Si trattava di una impietosa critica della stupidità e del servilismo della burocrazia comunista e passò le maglie della censura, in un momento di molto relativa apertura, qualche mese prima che Il processo “de rectificaciòn de errores y tendencias negativas”, tanto caro ad Alessandro, chiudesse tutti i rubinetti di libertà. La cosa, infatti, non durò che qualche settimana. E fu, se ben ricordo, proprio l’allora responsabile della cultura e dell’ideologia – il potentissimo Carlos Aldana, poi caduto in disgrazia – a metter personalmente fine ad ogni dibattito, tagliando gambe ed ali a tutti coloro che si erano espressi con qualche libertà. No, Eliolibre, a Cuba la satira politica non esiste, non è permessa. L’hanno uccisa, tutte le volte che ha cercato di nascere. Mi dispiace, ma è così.

marco ha detto...

Per Alessandro: se puoi seguire uno spettacolo di Robertico, in cubano stretto, vuol dire che lo spagnolo lo mastichi benino. Per quale ragione vuoi leggere in italiano Mario Benedetti?

alessandro perrone ha detto...

Grazie mille Elio, ottimo suggerimento, ma anche per le belle parole che mi imbarazzano un pò.
Personalmente sono un fans di Leaonardo Padura Fuentes, e del suo poliziotto (simpatico, malinconico e scusa il politicamente scorretto: cazzutissimo) Mario Conde.
Ultimamente ho visto il film "Habana Blus" del 2005, a parte la colonna sonora "MEGAGALATTICA" è una pellicola graffiante, cruda, romantica quanto basta e non consolatoria, la consiglio ai palati forti. La regia, gli attori, le scene e tutto è il resto sono grandissimi.
Lo stereotipo della Cuba sempre ferma agli anni cinquanta da questo film viene strapazzato sotto le note di un rock che va dal melodico al pank. Certo a ben guardare c'è molta tradizione, ma anche tanto, tantissimo rinnovamento.

Eliolibre ha detto...

I complimenti te li meriti tutti Alessandro. Il film che hai citato fa parte della mia cineteca e concordo con le tue considerazioni. Io seguo le novità in campo culturale, non a caso questo blog ha preso il titolo dal bellissimo film di Juan Carlos Cremata Malberti, e devo confermare che la cultura cubana è in costante e continuo sviluppo e ritengo che ben pochi Paesi possano vantare una produzione culturale di così alto livello.

Eliolibre ha detto...

Figurati se non arrivava la puntuale smentita di Marco. A Cuba la satira fa parte della cultura popolare, anche la persona più umile spesso ti lascia di stucco con la sua ironia, e autoironia, contro il potere è un dilagare di battute e sfottò. Ma sempre satira rimane, in realtà il popolo cubano ha dimostrato in tutti questi cinquant'anni quanto sia determinato a difendere la sua Revoluciòn malgrado quelli come te diano la sua caduta imminente dal giorno successivo al suo trionfo. Aspettate gente, aspettate....
E magari preoccupatevi delle censure nostrane e della disperazione che sta contagiando il nostro popolo, dagli anziani ai più giovani, che di fare satira ed ironia mi sembra nemmeno ci pensano, presi come sono dalla tragicità della loro condizione esistenziale.

alessandro perrone ha detto...

Per incredibile fatalità, proprio nel giorno che Fidel scrisse il suo articolo sul film "Kangamba", era la fine di settembre, stavo leggendo il bellissimo libro di Ryszard Kapuściński "Ancora un giorno" che parla della rivoluzione angolana.
Fidel scriveva che il film stava passando per i cinema, siccome sono interessato alla vicenda angolana ed alla presenza cubana (nel caseggiato di mio suocero tutti sono stati internazionalisti) e trovo che a riguardo a Cuba, nell'ufficialità, ci sia ancora troppa retorica e poca storiografia, anche se nello stesso articolo di Fidel si getta una nuova luce su quella vicenda, volevo sapere se l'hai visto e nel caso come ti è sembrato.

marco ha detto...

Sono d’accordo con te, Eliolibre. L’ironia è parte della “idiosincrasia” cubana. E proprio per questo è triste che la satira politica – prospera anche ai tempi di Batista –sia stata messa al bando dal castrismo. Quello che resta sono le molte barzellette politiche che, en la calle, passano di bocca in bocca (sarebbe interessante se tu, che le conosci tutte e che sei una persona di spirito, ce ne raccontassi qualcuna). Ma questo, tu lo sai bene, accadeva anche in Italia sotto il fascismo. E qui mi fermo, perché, a questo punto, inserendomi nei dialoghi tra te ed Alessandro, mi sembra di star disturbando una conversazione tra innamorati. Solo un’ultima (e molto “provocatoria”) domanda ad Alessandro. Quale attore, nel film Kangamba, recita la parte del generale Ochoa (che delle truppe cubane in Angola fu il comandante)? Te lo chiedo perché nelle chilometriche “riflessioni” di Fidel su quel film e su quella guerra, il nome di Ochoa non appare in alcun luogo. Come mai?

Anonimo ha detto...

Ma dai Marco, la satira esiste e prospera a Cuba. Io quando vedo studio aperto opsss la mesa redonda, sai le risate con il fratello di Emilio Fede, in veste di giornalista. un saluto Giovanni
P.S. questo Eliolibre lo censura...

marco ha detto...

Che la Mesa Redonda e Randy Alonso facciano ridere anche I polli, non v’è dubbio alcuno. Dubito però che Eliolibre si riferisse a questo quando scriveva che “a Cuba prospera la satira”.

Anonimo ha detto...

Provavo a fare un po' di satira....
certo che una battuta sulla mesa a cuba rischio l' espulsione ehhh...un saluto Giovanni.
Ummmm forse anche qui..........

Eliolibre ha detto...

Purtroppo non ho ancora visto il film, spero di farlo presto e così risponderò alla tua domanda ed a quella di Marco. Marco, il so-tutto-io che altro non sa fare che provocare. Possibile che a CUBA non ci sia UNA cosa meritevole di elogio? Ho scritto di Rita Montaner e di cultura cubana, proprio ci trovi solo da criticare ed il fatto che due persone condividano delle idee per te sono da deridere con l'arrogante villania che ti contraddistingue? Poi ti lamenti se ti si chiama provocatore! NON FAI CHE QUESTO!!!! Ti devo ripetere un'altra volta le intenzioni di questo blog? Le tue provocazioni da FASCISTA SERVO DEL POTERE, le conosco benissimo, già prima che diventassi Marco....
Giovanni, la Mesa Redonda è una delle trasmissioni politiche più interessanti e documentate che abbia mai visto, difficilmente me le perdo perchè dopo i voltastomaco cusati dalle nostre trasmissioni che da Vespa, a Mentana, a Santoro, a Gad Lerner, a Floris fino al mitico Fede, dove parlano sempre le stesse persone che ripetono sempre le solite letanie a giornalisti pagati per genuflettersi, finalmente posso gustarmi la televisione del popolo, INFINITAMENTE preferibile alla televisione dei padroni che servono solo ai loro interessi. Il fatto che tu derida la Mesa Redonda ne è conferma. Sarebbe preoccupante se ti piacesse, allora sì vorrebbe dire che sarebbe una trasmissione pessima.
PS. Chiedo troppo se vi invito a smetterla? QUESTO BLOG NON E' CUBANITE, non l'ho creato per dare dare spazio a sfoghi ideologici anticubani, al contrario, lo ripeto, e' UN'OMAGGIO AL POPOLO CUBANO ED ALLA SUA EROICA RESISTENZA ALL'IMPERIALISMO. POSSO?

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Eliolibre ha detto...

Certo che ti ho censurato Giovanni, penserai mica che passi il mio tempo e rispondere alle stesse fesserie che racconti con assiduità impressionante. Sarai felice, ora puoi dire che il "comunista" ti ha censurato. Ma ti sbagli, ho solo "limpiato basura".
Adios

alessandro perrone ha detto...

Elio, io t'invidio, sei in una terra meravigliosa con gente cordiale e spiritosa, anche nelle situazioni più difficili.
La TV cubana, che molti disprezzano, è invece molto più educativa ed informativa, secondo il criterio che diceva Pasolini, che il bailamme che abbiamo qui in Italia.
Quando guardo Blob rimango esterrefatto di cosa possa passare per quel tubo catodico. L'ipocrisia imperante arriva al vomitevole.
Oggi il golpista Licio Gelli, capo della P2 sarà in onda, ad ODEON TV, con un suo programma dal titolo: "Venerabile Italia", ma in quale parte del mondo un uomo che ha attentato l'integrità dello Stato, potrebbe fare un programma televisivo simile?
L'hanno scorso durante i giochi Panamericani, svoltisi in Brasile, la TV cubana ha trasmesso più di 400 ore di collegamenti, gli stessi brasiliani erano costretti a sintonizzarsi con il canale internazionale di Cuba per vedere gare ed incontri altrimenti anche a loro interdetti.
Ho avuto la fortuna di fondare un radio locale negli anni '80, chiusa dopo un paio d'anni per, mancanza di fondi: eravamo un gruppo di ragazzini, rockettari, idealisti e un pò visionari.
Io e mio cugino eravamo degli amanti della radio fin da piccoli, ascoltavamo tutto (c'era solo l'AM), ma ci piaceva soprattutto un programma che faceva l'attore e doppiatore: Stefano Satta Flores, (sfortunatamente morto giovane), sulla musica folk internazionale, nella quale ho conosciuto gli Inti Illimani, Carlos Puebla, Maria Carta, la voce di Satta Flores era semplicemente "mitica". Dall'esperienza della radio, che chiamammo Città Futura, in onore agli scritti di Gramsci (alle medie avevo fatto una ricerca su questo grandissimo italiano di Sardegna) mi è rimasto non solo il gusto di ascoltarla, ma anche il gusto dell'ascolto delle voci in quanto tali. La prima volta che sono venuto a Cuba, nel febbraio del 1991, mi ero portato una piccola radiolina che ascoltavo soprattutto alla notte, le tonalità ed i timbri delle voci dei presentatori cubani mi hanno colpito subito molto, non credevo ai miei orecchi, mi pareva di ascoltare una radio statunitense parlata in spagnolo. Senza dubbio perfetti.
Radio 26 la radio di Matanzas ho ascoltato più volte un commentatore sportivo che si chiama Jorge Arturo Castelliano, voce e pronuncia perfetta, il sio tono ricorda vagamente il Corrado dei bei tempi, un grande insomma.

mariarubini ha detto...

OT. per favore elio passa da me a rispondere come sai tu ad uno che ci chiama trogloditi. io non ce la faccio più. e mi raccomando: a tono!

un abbraccio

Anonimo ha detto...

Ola Pedro,
di cosa ti lamenti?
prendi la paga e non fai niente
vai a lavorare in Italia

Un tipo serio

Eliolibre ha detto...

Non mi parlare delle radio cubane Alessandro, sono mitiche un vero esempio di quello che dovrebbe essere un mezzo di informazione, di formazione e di intrattenimento. Con lo schifo, salvo poche eccezioni, che ci tocca scoltare quì....
Le Olimpiadi me le sono gustate tutte, quindici giorni di trasmissione giorno e notte senza nemmeno una pubblicità! Mi sembrava di essere su un'altro pianeta.
Grazie per aver ricordato il grande Stefano Satta Flores, ero un suo ammiratore e la sua scomparsa mi ha lasciato un vuoto incolmabile.

Eliolibre ha detto...

Amici, gli stronzi continuano ad invadere il blog con le loro provocazioni malgrado li abbia pregati di smettere. Sono quasi le due di notte e sono costretto a cancellare i loro continui interventi (ora si spacciano anche per cubani...) Se insistono, dicono che "non mi mollano" in perfetto stile fascista, sarò costretto a mettere l'approvazione dei commenti e crearvi qualche disagio, ma se serve ad impedire che imbrattino il blog con il loro odio fascista, spero soporterete il disagio.

Eliolibre ha detto...

Maria, sono passato, ma un po di fretta, quì i fascisti mi obbligano ad un superlavoro. Mi convinco sempre più che la prossima volta non commetteremo l'errore di risparmiarli, altro che sangue dei vinti....

alessandro perrone ha detto...

Concordo Elio, metti tutti gli sbarramenti che servono, c'è la volontà di non farci discutere.
I lupi travestiti da agnelli, sono quanto di più vigliacco s'è inventato il fascismo moderno.
Parlare di Cuba senza cadere in stereotipi di alcun genere, senza radicalismi e preclusioni, fa rodere di più che se stessimo qua a idolatrare Fidel e la Revolucion.
Far ragionare le persone è una cosa che non possono tollerare.
Io sono antifasciste, non mi permetto neppure di pensare di andare a provocare anonimamente Blog e/o siti fascistoidi, con loro non ho nulla da sparire, quindi gli ignoro. I nostri "lupi" invece, sono sempre qui a provocare e soprattutto a limitare il libero confronto.
E' duro da digerire chi vuole bene a Cuba, anche con tutte le sue contraddizioni. Il loro problema, in realtà, non è solo Castro, ma sono i cubani in carne ed ossa; la loro dignità, la loro intelligenza e cultura. Avendone la possibilità gli avrebbero già sterminati tutti come fatto prima con gli indios.

Eliolibre ha detto...

Pensa Alessdandro che perfino dedicare un post ad un'artista cubana morta prima della Revoluciòn diventa per questi personaggi un'occasione per denigrare Cuba. Purtroppo provocare e denigrare è diventato un'attività redditizia per coloro che vogliono continuare a difendere i loro privilegi. Vedi la questione della squadraccia fascista che ha provocato, in perfetto accordo con la polizia, gli studenti che manifestavano pacificamente in Piazza Navona. Tra la quasi totale indefferenza ddei n ostri media. E poi dicono che non c'è il regime, certo, non usano più l'olio di ricino ma usano strumenti ben più sofisticati ed efficaci.
A proposito di blog fascisti, qualche tempo fa un amico mi disse che lui partecipava alla discussione su uno di questi che parlava di Cuba e che trovava il confronto interessente, io ci andai e scrissi la mia opinione sull'argomento trattato, non l'avessi mai fatto! Ho ricevuto una marea di insulti e di minacce, minacciarono addirittura mia moglie per telefono costringendomi a togliere dal mio blog il mio recapito visto che mai mi sarei sognato di aprire un blog in incognito.
So che sei un consigliere comunale della tua città, ti auguro un buon lavoro, ce n'è bisogno.

Anonimo ha detto...

Perdonami Giovanni,
non ti ho letto tutto ma la tua ultima frase e

"Continierò la mia
battaglia contro il pensiero unico."

avanti cosi in Italia ne avete veramente bisogno.
Amicalmente
Un tipo serio

Eliolibre ha detto...

Tipo serio, Giovanni sta mandando centinaia di commenti con le sue solite menate tese, non so se coscientemente o per totale insufficienza mentale, a far degenerare la discussione, ma dopo che per decine di volte l'ho avvertito che questo sito non si presta a questo vile gioco, continuo a cancellarlo. Ti prego di ignorarlo se leggi suoi commenti prima che lo cancelli, vorrei evitare di mettere il controllo sugli interventi per permettere che i vostri scritti vengano pubblicati senza la mia mediazione.

Eliolibre ha detto...

Scusate ragazzi ma ho dovuto moderare i commenti, purtroppo il bastardo non la smette, sembra che faccia il provocatore a tempo pieno ed ora se la ride sostenedo che mi ha obbligato ad ammazzare il blog. Peccato non si renda conto che lui è un morto vivente, o una merda puzzolente, fate voi....

alessandro perrone ha detto...

Oggi mi piacerebbe parlare della nuova scena rap cubana a partire dagli Orishas ed Eddy K, oltre che della miriade di gruppi hip hop che stanno trasformando la musica. Gruppi che sanno attingere dalla vasta tradizione musicale cubana e nello stesso tempo riescono ad innovarla in termini di stile e di tematiche mai scontate ed anzi spesso scomode. Il Rap cubano mi pare sia un bel scossone per la cultura dell'Isola già molto dinamica.
Qui non c'è mero scimiottamento dei più illustri rappers statunitensi, ma al par loro, i cubani hanno saputo metterci la "cubania", cioè, fare del rap non uno stile musicale di facile consumo, ma di portata culturale, che ha contaminato anche altri settori musicali.
Anche da qui si vede la grande scuola musicale di Cuba, solo chi ha una forte cultura musicale e, cosa che in Italia manca, il rispetto per l'artista, per il musicista, può esprimere così tanta e variegata produzione musicale.
per quanto mi riguarda, Eddy K mi piace moltissimo, i suoi testi, tesi mai banali, le musiche dosate tra appunto, tradizione e innovazione, la facilità della parola e una presenza scenica eccellenti me lo fanno preferire ad altri.
Non nego infine che Eddy mi piaccia anche perché essendo lui un tantino in carne....diciamo come sono io, mi piacerebbe avere la sua eleganza e sinuosità nelle movenze.

Eliolibre ha detto...

Molto interessante l'argomento del rep cubano. Come dici tu la musica a Cuba è sempre vivacissima e non ha bisogno di scimmiottare nessuno. Io ascolto il rep ma non ne sono un'intenditore, mi interesso molto invece della musica tradizionale e sopratutto della Nueva Trova che mi ha fulminato fin dagli anni 60 quando Silvio Rodriguez e Pablo Milanès la fecero conoscere nell'ambito del fenomeno della Canciòn Protesta che diede un fortissimo contributo al pensiero progressista di quell'epoca straordinaria. Conosco molti trovadores e spesso a casa mia si improvvisano serate musicali indimenticabili. Birra, ron e buon vino sembra stimolino gli artisti....
Alcuni trovadores li ho invitati in Italia per tenere dei concerti, probabilmente la prossima primavera ripeterò l'esperienza, se sei interessato potresti attivarti per organizzare una serata dalle tue parti.

alessandro perrone ha detto...

La Nueva Trova è interessantissima, per brevità cito due autori meno conosciuti internazionalmente, ma egualmente strepitosi: Vicente Feliú e Carlos Varela.
Silvio, però è uno dei miei idoli laici.

Eliolibre ha detto...

Vicente Faliù è sempre sulla cresta dell'onda, Carlos Varela dopo un periodo di assenza dalle scene da un paio d'anni è ritornato alla grande. Ho assisto lo scorso anno ad un suo grandioso concerto con il tearto Karl Marx che ha esaurito in un solo giorno la vendita dei biglietti. Da non scordare Siantuago Feliù che ho visto quest'estate. Ha scritto una bellissima canzone dedicata al Che ed un'altra meravigliosa dedicata all'Avana. Vicente e Silvio con Augusto Blanca ed altri, hanno da poco terminato un tour facendo concerti nelle carceri. Sul suo sito Silvio Rodriguez parla di questa ballissima avventura dedicata a chi si trova in condizioni di sofferenza ma sta scontando il suo debito verso la società con la dignità che a Cuba quasi mai viene meno. La maggioranza dei carcerati si dedica allo studio, altri apprendono un lavoro o si dedicano all'arte, alcuni si laureano e si preparano a rientrare a testa alta nella società. Eppure qualcuno continua a descrivere le carceri cubani come un inferno. Si confondono però con Guantanamo....

Anonimo ha detto...

Alessandro,Eddy K è andato a vivere negli USA. Non amo molto il reggueton a parte qualche brano de Gente de' zona,Acento latino,Clan 537 che penso siano in assoluto i migliori(con Orishas e Cubanito).Questo Eddy non mi ha mai particolarmente colpito e il fatto che sia fuggito non mi ha stupito in quanto vive di luce riflessa.

alessandro perrone ha detto...

Ho avuto modo di conoscere alcuni ragazzi carcerati che lavoravano presso un'impresa di autotrasporto vicino a Matanzas, stavano facendo un corso di meccanica. Avevano commesso reati minori, ma siccome c'erano delle aggravati erano finiti dentro. Uno, il più simpatico, aveva rubato da una zoo e poi macellato uno struzzo, cera anche uno che spacciava ai turisti carne delle "tignosas" (i comunissimi avvoltoi cubani), che è repellente per l'uomo.
E' incredibile come i cubani riescano a trasformare in comica anche una situazione oggettivamente penosa e difficile.

Visto che parlavamo di trovadores, è giusto rammentare Polo Montanez, che ha riportato in auge la musica campesina rivendicando il suo l'essere un gajiro ed anche questo è il segno di certa cultura, di cetra dignità, soprattuto se pensiamo all'abbandono delle campagne che c'è nel resto del Sud del mondo. Mi è dispiaciuto molto sapere che a seguito di un'incidente stradale sia morto proprio nel momento che era arrivato al successo.

"......Aunque yo sea guajiro natural
Soy un guajiro nomal, que vengo del monte cimarron
Soy un guajiro normal, y que? que vengo del monte cimarron
Se cual es mi posicion, yo se cual es mi lugar
Aunque yo sea guajiro natural no te equivoques...."

Eliolibre ha detto...

Anonimo (se ti firmassi sarebbe meglio), perchè se un cubano va a vivere all'estero si usa dire che fugge?

Eliolibre ha detto...

Alessandro, sulle carceri cubane posso raccontare la storia di un'italiana che si è presa 15 anni per traffico di droga. L'ho conosciuta due anni fa sulla spiaggia di Guanabo, mi trovavo lì per un progetto di recupero ambientale e di buona mattina è arrivato un furgone militare che portava dei detenuti a passare una giornata al mare. Quando ha saputo che c'era un italiano ha voluto conoscermi, mi ha presentato il direttore del carcere e mi ha raccontato la sua storia. Disse di essere disperata perchè sa che le pene a Cuba si scontano ma nello stesso tempo mi ha raccontato che la consola il fatto che le condizioni carcerarie sono ben diverse da quelle da lei sperimentate in Italia e che intende sfruttare le possibilità offerte per uscire dalla dipendenza della droga e per mettersi a studiare ed imparare un'arte o un mestiere. Spero copmunque che venga rilasciata prima del tempo, so che è possibile ottenere sconti di pena.
Quanto a Polo Montanez, è stato un grandissimo. Indimenticabile.

mirco ha detto...

Ciao Elio,
ma nelle carceri cubane la tua amica non l'hanno ridotta in carrozzina come il nostro "simpatico" Valladares?L'hanno portata pure al mare?Ma pensa te....;)

alessandro perrone ha detto...

Di quale luce riflessa parli, scusa ma non capisco.
"?Fulano se fué?". Mi dispiace.
Soprattutto mi è dispiaciuto che il presentatore Carlos Otero sia andato a lavorare in una pessima TV di Miami.
L'ho visto in un'intervista che vomitava bile contro la TV cubana, arrivando a dire che a Cuba, durante una trasmissione è stata bruciata la sua foto. Non ho le prove di ciò, ne lui ha chiarito i fatti, però stento a crederci, sapendo quanto a Cuba è mal digerito ogni sintomo di estremismo, anche il più filo castrista. Ovviamente se ciò dovesse essere vero, oltre ad essere uno stupido autogol, sarebbe una inqualificabile stronzata.
Non faccio il moralista, capisco che i dollari ed anche la chimera di una libertà fasulla, attiri molti artisti cubani, questo succede anche per altri paesi latinoamericani, certo che fa sempre effetto dire di uno cubano che è "fuggito", invece di emigrato.
Anche nell'emigrazione c'è opportunismo, penso a Manolin El Medico de la Salsa, musicista di grandi doti, che però non aveva voglia di lavorare e non rispettava il pubblico, ridotto alla controfigura di se stesso, ha scelto Miami per rifarsi una verginità, dovendo legarsi mani e piedi a case editrici più simili ad aziende di polli di batteria che a sedi di produzione musicale.
Mi pare tutta un'altra storia confronto a Issac Delgado, che comunque ha mantenuto la sua professionalità e signorilità anche lontano da Cuba.
Comunque condivido, i musicisti che sono sul confine tra hip hop e reggaeton son musicalmente più interessanti, il reggaeton puro più di altri generi, rischia di sconfinare nel ripetitivo, oltre che nei clichè del peggior machismo.

Eliolibre ha detto...

Mirco, ti asicuro che quell'incontro fu molto emozionante, la nostra compatriota, tossicodipendente e costretta a trafficare droga dalla Colombia all'Italia per pagarsi la droga che consumava, mi raccontò di avere una figlia in Italia e che, assistita dalla diplomazia cubana, aveva in corso la procedura per poterla trasferire a Cuba. Mi fece intendere che il fatto di essere finita in una prigione cubana stava diventando per lei un'opportunità per uscire dalla sua tragica condizione. E mi colpì la figura del direttore delle carceri, una persona colta e piena di umanità che nulla ha a che vedere con i carcerieri vendicatori che ben conosciamo da noi (con le dovute eccezioni ovviamente).
Se i cialtroni che scrivono delle "atroci" carceri cubane si interessassero veramente della situazione carceraria a Cuba e la paragonassero con la nostra, farebbero un grande servizio alla verità, ma come sai non li pagano per questo.

Eliolibre ha detto...

Alessandro, tu hai citato il bellissimo film Habana Blues, bene, in quel film viene descritto magistralmente come agli artisti cubani venga offerta la possibilità di fare carriera nei paesi "democratici" in cambio di rilasciare dichiarazioni contro il "crudele regime cubano". Poi la maggior parte di loro, vedi i pugili finiti in Germania a fare le comparse nei baracconi da circo, vengono stritolati dal sistema dello star sistem e scompaiono dalla scena.
Per chi invece decide di andare all'estero per sfruttare economicamente le prorie qualità artistiche e lo fa assumendosene tutti i rischi, mi sembra non ci sia nulla da eccepire. Meno per gli anticastristi, per loro non emigrano, fuggono. Ovviamente quelli che invece fuggono davvero dai paesi dove la fame è reale, vanno affondati con i loro barconi, o se gli va bene chiusi in un CPT in attesa di essere rimpatriati.

Anonimo ha detto...

Caro Elio, la ragazza stava nel carcere per stranieri, quello dell' havana? Alberto

Eliolibre ha detto...

Mi disse il nome del carcere però non lo ricordo. Comunque era in compagnia di una ventina di altre donne, da ciò deduco che stesse in un carcere femminile. Ho parlato con alcune di loro che erano cubane.

alessandro perrone ha detto...

Caro Elio, quando facevo l'assessore, ho invitato Giustino Di Celmo a Monfalcone, dove gli abbiamo assegnato il sigillo della città, era il 27 agosto del 2005. Giustino era accompagnato dalla cantante di bolero: Maria Elena Pena, e dal chitarrista Felipe Antonio Lazcano. E' stata una giornata commovente in ricordo di Fabio e delle ferite che il terrorismo ha inferto a Cuba,
ma anche di gioia con le canzoni cantate dalla Pena.
Giustino è un signore anziano di grande temperamento e di impressionante forza interiore.
Maria E. Pena è molto brava, simpatica e disponibile, a pranzo dopo la cerimonia, con l'accompagnamento di Lazcano ha intonato diverse canzoni del repertorio cubano e pure italiano, abbiamo parlato molto di musica di cultura, è stata una giornata per me memorabile.

Eliolibre ha detto...

Giustino di Celmo è un anziano dalla mente lucidissima, a volte parla alla radio cubana. Malgrado abbia perso il figlio a causa dei criminali attentati organizzati da chi ben sappiamo, ha mantenuto intatto il suo amore per Cuba e continua ad operare sull'isola. Purtroppo ancora non ho avuto l'occasione di conoscerlo. Una sera sono arrivato al suo ristorante pochi minuti dopo che se ne era andato. Ci riproverò, tengo molto a fare la sua conoscenza.

Anonimo ha detto...

Ciao elio,volevo sapere quando hai conosciuto tua moglie,in Barcellona,che faceva?Ossia perche era li?
marco

alessandro perrone ha detto...

A proposito di musica ...spezzo un lancia.....come dicono i "fighi", per un cantautore italiano che non mi ha mai entusiasmato molto: Luca Carboni.
Per le radio da qualche settimana si sente la sua versione, cantata con Riccardo Sinigagllia, di: "Ho visto anche degli zingari felici”, Claudio Lolli 1976. la versione di Carboni/Sinigallia è poderosa, oltre che meritoria visto i tempi in cui viviamo. Personalmente mi piaceva anche la versione originale di Lolli, il quale, purtroppo, si è portato dietro una sorta di marchio del cantautore "leopardiano", straziato tra amori tragici e vite sciupate.
Ho letto che Carboni ha riletto molti altri autori, tra cui il più bel inno romantico alla vita operaia che è "Vicenzina" di Jannacci.
Ritornando a Lolli, credo che si sia rovinato un pò con le sue mani dopo il disco: "Un uomo in crisi (canzoni di morte, canzoni di vita". Nella copertina Lolli è seduto, con una postura da introverso in un angolo di una stanza e il titolo dell'album non ha aiutato. L'ho amato anche per queste scelte coraggiose, per non essersi rappresentato diversamente da quello che è, per la sua ostinazione culturale. Ha intrapreso una strada tutta in salita, ma a distanza di molti anni "ritrovarlo" è bello. Di Lolli, più della sua musica, che era sempre volutamente minimalista, mi entusiasmano i testi delle canzoni; poesie toccanti che fanno riflettere il lettore.

Il testo di "Torquato", pezzo inserito nell'album: "Antipatici Antipodi" è un piccolo "manifesto" rivendicativo che a mio parere calza bene lo stato d'animo di quelli come me, che malgrado tutto, rimangono incalliti romantici e assieme marxisti irriducibili, innamorati della vita, malgrado i suoi, vigliacchi colpi bassi.

".....La gioventù non è questione di anni ma piuttosto di sassi nel cuore.
Se c'è una fionda si può sempre tirare e rompere i vetri espropriando l'amore
di una città fatta ingiallire sui muri da manifesti contro una galera
attacchinaggio contro la malattia
per la libertà e specialmente di sera.

Specialmente di sera può venire in mente il rito noioso della sopravvivenza chi ha più fiato di noi e risparmia alla gente l'insonnia in cambio dell'indifferenza"....

Mi fermo qui... rischio di arrivare al'"unicornio azul" di Silvio Rodriguez, poi non rispondo di me stesso...

Eliolibre ha detto...

Ricordo di Lolli "Ho visto anche gli zingari felici" però devo ammettere, io che sono un cultore della canzone d'autore, che poi non ho più avuto occasione di interessarmi di lui, solo qualche notizia letta per caso sui giornali. Mi fa piacere sentire che Luca Carboni abbia ripreso questa canzone, ti ringrazio per averlo segnalato quì.
La "Vincenzina" che lavora alla fabbrica di Jannacci la adoro, sicuramente uno dei brani migliori del grande cantautore milanese immagrato dal sud.
Anche il sottoscritto dà molta importanza ai testi delle canzoni però ritengo che un buon arrangiamento musicale può abbellire una buona canzone che con il tempo tende a perdere il suo fascino. L'esempio di De Andrè che in tournè con la PFM venne all'inizio da molti criticato per aver compromesso la "purezza" delle sue canzani, si è poi rivelata un'opeazione straordinaria di arricchimento musicale che ha dato ai testi ancora più rilevanza rilanciandone i contenuti.
Ieri sera, questa mattina per noi, la mia amica Lilliana Hectòr ha tenuto un concerto, il primo da sola, All'Avana presso il Centro Cultural Pablo de la Torriente Brau, sede di incontro dei trovadores cubani. Liliana mi ha scritto prima del concerto che all'Avana stava diluviando e che il concerto era a rischio. Speriamo sia andato tutto bene e che il ciclone Paloma che sta attraversando le province del centro di Cuba non faccia troppi danni, hanno gia dato....
Ps. Mentre scrivo sto ascoltanda da un sito cubano dedicato alla Trova, la bellissima "De tras de una guitara" di Noel Nicola, il grande trovador che purtroppo ci ha lasciato prematuramente.

Eliolibre ha detto...

Come posso dirti di smettere Alessandro se tratti temi che toccano le mie sensibilità? Poi addirittura mi citi Sergio Endrigo!!!!!! Per me, che ho la tendenza a non fare graduatorie, è stato il più grande di tutti. L'ho conosciuto personalmente e posso dire che era una persona squisita come le sue canzoni. Sapessi che emozioni quando ho visto alla Bodeguita del Medio la sua foto con scritto Sergio Endrigo, cantante italiano. Gli scrissi dicendole anche che mi sarebbe piaciuto incontrarlo a Cuba e lui mi rispose con la sua solita modestia e mi raccontò del suo innamoramento per la Revoluciòn. Come quando ad una Festa dell'Unità mi firmò la tessera del PCI firmata da Berlinguer raccomandandomi di non perderla mai, non per la sua firma ma per quella di Berlinguer.....

mariarubini ha detto...

Lolli.... io ho l' lp "il saggio il fiuime il monte"... ve la ricordate che splendore? e poi "topi".... bellissima anche questa!
elio io devo aver fatto qualcosa di male nella vita.... forse aver scelto di esser dalla parte del popolo, dei sottomessi, degli sfruttati... credo che il mio errore più grande sia esser nata comunista (...non lo sono diventata, credo di averlo sempre avuto nel dna...) ma se fossi nata "normale" avrei campato 100 volte meglio.... sicuro
un abbraccio a tutti

Eliolibre ha detto...

Maria carissima, so che è dura, specialmente di questi tempi, stare dalla parte degli ultimi e degli sfruttati però immaginati che vita di merda fanno, dietro alle apparenza della ricchezza da mostrare, coloro che si macchiano ogni di giorno di sopraffazioni, violenze o sottomissioni ai loro padroni. Essere nata comunista penso che sia una grande fortuna, difficile da conciliare con il mondo che ti circonda, ma di cui andarne fiera. Pensa a me che sono nato comunista libertario e pure agnostico....
Un abbraccio.

Eliolibre ha detto...

Il commento di Alessandro a cui ho risposto prima non vuol saperne di essere pubblicato, allora lo faccio io riportandolo quì sotto.

Alessandro Perrone ha detto:
La turnè di De Andrè con la PFM, non posso dimenticarla, hanno fatto tappa al teatro di Trieste, era il primo concerto che andavo da solo fuori da Monfalcone; la sorte canaglia il giorno prima, mi ha fatto venire la febbre, ci sono andato lo stesso, però, anche se accompagnato dalla mamma.

Sono preoccupato anch'io per Paloma il terzo uragano che in poche settimane che colpisce l'Isola. Speriamo bene.

Noel Nicola, che a suo tempo ho conosciuto attraverso la radio cubana, non so dirti il perché, ma mi ha fatto venire in mente Sergio Endrigo, che io abbinavo invece, solo ai brasiliani, forse per l'arcinota "La casa". Poi in seguito ho saputo, quasi per caso, che Endrigo era stato a Cuba, evidentemente traendone beneficio. E' stato un grande, solo in un paese come l'Italia, un musicista del suo calibro poteva essere quasi dimenticato.

Invece a proposito dei musicisti dell'emigrazione cubana, uno che ho iniziato ad apprezzare ascoltandolo dalle casse audio alla FNAC di Barcellona, è Francisco "Pancho" Céspedes, musicista che ora credo viva in Messico. Grande voce e musica di derivazione jazzistica, direi metheniana. Almeno credo.

Ti prego Elio......dimmi di smettere! Ubbidirò!

alessandro perrone ha detto...

A proposito di grandissimi della musica d'autore, ed in particolare di brani come Vicenzina, solo un altro brano può competere alla pari ed è: "Te requerdo Amanda", di Víctor Jara, cantautore cileno assassinato dalla polizia di Pinochet durante il golpe del '73.
Jara era un intellettuale comunista che seppe dare alla musica folk una dignità universale ed educativa che ha rappresentato uno dei pilastri del successo che ebbe in Cile Salvador Allende.
Dal suo repertorio, inoltre, gli Inti Illimani pescarono diverse canzoni poi portate al successo internazionale.

"Te recuerdo Amanda
la calle mojada
corriendo a la fábrica
donde trabajaba Manuel.
La sonrisa ancha
la lluvia en el pelo
no importaba nada
ibas a encontrarte con él
con él, con él, con él
son cinco minutos
la vida es eterna
en cinco minutos
suena la sirena
de vuelta al trabajo
y tu caminando
lo iluminas todo
los cinco minutos
te hacen florecer".

Eliolibre ha detto...

Una canzone bellissima, l'ho suonata negli anni '70 quando diventò famosa dopo i fatti cileni e quando la Canciòn Protesta diede vita a quello straordinario movimento musicale che sconvolse il modo di fare musica passando dalle canzoni melensi a quelle impegnate.
Recentemente ho dedicato un post a Pancho Amat, prorio in occasione di quell'incontro mi raccontò di quando giovanissimo andò in Cile per vivere quell'esperienza starordinaria e suonò spesso con Victor Jara. Io avevo un'ammirazione particolare per il cantautore cileno ma quello che mi ha raccontato Pancho me lo ha reso ancora più umanamento vicino. Oltre ad essere un grande artista era una persona straordinariamente carica d'amore, colta ed impegnata con tutta la sua passione al fianco dei deboli e degli sfruttati. Vedrò di dedicarle un post prima o poi. Purtroppo la mia idea di postare una volta alla settimana rimane una chimera, i mesi che passo in Italia sono veramente duri in quanto il lavoro mi prende praticamente tutto il tempo. Arriveranno tempi migliori, spero. Per tutti.

alessandro perrone ha detto...

Mia moglie mi ha segnalato un video imperdibile di Pablo Milanés e Los Van Van che assieme ad altri grandissimi artisti tra cui c'è Milto Nascimento, Caetano Veloso, Pancho Céspedes, Gal Costa ed altri, cantano: "Proposiciones".
Le riprese sono state fatte durante le registrazioni del album doppio "Pablo Querido" editato nel 2002.
Il video si può trovare al seguente indirizzo elettronico:

http://www.youtube.com/watch?v=vpHxTX9ltwQ

Eliolibre ha detto...

Stasera si è fatto tardi ma domani corro a vederlo. Sono certo che sarà interessantissimo. Grazie per la segnalazione.